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Giovedì scorso, la Universal Pictures Italia ha presentato il primo trailer de L’ora più buia, in uscita il prossimo 18 Gennaio 2018. Winston Churchill è l’unico uomo che possa guidare il Regno Unito mentre i paesi dell’Europa occidentale cadono sotto il pugno del Nazismo. Dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, Re Giorgio VI nomina il nuovo Primo ministro: Churchill, nell’ora più buia della storia deve decidere se firmare un armistizio – precario – con la Germania o scendere in guerra.

Già dalle poche inquadrature del trailer si può prevedere che il film sarà un potentissimo political drama. Negli ultimi anni Hollywood si è lanciata sulle storie di politici reali, rivisitate per il grande schermo; da The Queen all’enciclopedico Lincoln, da The Iron Lady a The Butler. E come per i titoli qui citati, il ruolo del protagonista è stato affidato ad un attore d’eccezione, Gary Oldman, il quale si è sottoposto a più di duecento ore di trucco complessive per assumere le fattezze di Sir Churchill. Oldman è famoso per aver interpretato Sirius Black in Harry Potter, Jim Gordon nella trilogia del Cavaliere Oscuro, ma soprattutto il Conte Dracula nella celebre pellicola di Coppola. Non ci sarà da stupirsi se il prossimo anno sarà nella rosa dei candidati all’Oscar, così come lo erano stati Helen Mirren, Daniel Day-Lewis, Meryl Streep e Forest Whitaker per i film sopracitati.

La regia è di Joe Wright, celebre per Matrimonio e pregiudizio. Al suo settimo lungometraggio, il regista britannico con questo film si avventura in un genere per lui tutto nuovo. Se dal regista non sappiamo quindi cosa aspettarci, certamente possiamo contare su una buona sceneggiatura firmata da Anthony McCarten, reduce dal successo del pluripremiato La teoria del tutto.

Se siete degli appassionati di storia o comunque vi piacciono i film sulla Seconda Guerra mondiale, certamente L’ora più dura sarà di vostro gradimento. La base stessa dei fatti narrati, il coraggio con cui Churchill si oppose a Hitler, è solida. Tuttavia, se siete dei critici cinematografici che non amano i biopic trasformati in agiografie, non aspettatevi di trovare qualcosa di nuovo. Salvo clamorose sorprese.