GionnyScandal – Volevo solo te
18 Giugno 2019
TVLand – Bosso, Beethoven e quelle parole che non servono
20 Giugno 2019

By Mariella Baroli
20 Giugno 2019

Implacabile, Hollywood applica una data di scadenza ai suoi attori. Sono prevalentemente le donne a soffrire di questo tipo di discriminazione. Dopo i 40 anni si trovano infatti davanti a un numero sempre più irrisorio di parti e i ruoli diventano sempre più marginali o macchiettistici. Un problema di cui si fa ancora fatica a parlare, anche dopo che il movimento #Metoo ha dissotterrato alcuni degli scheletri nascosti negli armadi più illustri di Los Angeles e dintorni. Eccezione a questa impietosa regola è Nicole Kidman, che contro le previsioni, sta vivendo una vera e propria rinascita dal punto di vista lavorativo. Nel 2016 (a 50 anni) esce il film Lion, dove l’attrice interpreta la madre adottiva di un giovane ragazzo indiano, separato da piccolo dalla sua famiglia naturale. Il ruolo le dà una nomination agli Oscar come migliore attrice non protagonista, la quarta della sua carriera.

Ma è una serie tv a portarla nuovamente alla ribalta, insieme ad altre grandi attrici come Reese Witherspoon (che con la Kidman condivide anche il ruolo di produttrice). Big Little Lies è un successo internazionale, un vero e proprio fenomeno che oggi, arrivato alla sua seconda stagione, riapre la discussione sul merito delle serie televisive. Sono infatti sempre di più le star definite “A-list” che scelgono di legarsi a contratti pluriennali e scelgono un telefilm, invece delle più tradizionali pellicole. Una scelta decisamente vantaggiosa, considerando che la Kidman ha vinto tutti i premi per cui è stata nominata per il suo ruolo nel telefilm (dai Golden Globe agli Emmy). Durante un discorso di ringraziamento, l’attrice ha sottolineato come al giorno d’oggi siano tante le attrici della sua età che hanno provato di “essere potenti, forti e capaci”. “Prego solo che l’industria ci continui a supportare, perché finalmente qualcuno racconta le nostre storie. Questo è solo l’inizio e sono fiera di essere parte di un gruppo che sta portando avanti questo cambiamento. Abbiamo dimostrato di saperlo fare, e continueremo a farlo con il supporto dell’industria”.

Durante la premiazioni come Donna dell’Anno agli awards creati da Glamour UK nel 2017, Nicole Kidman aveva parlato del problema della discriminazione generazionale affermando che a 40 anni era certa che i cinquanta avrebbero coinciso con la conclusione della sua carriera. “Oggi voglio però dire a tutte le donne là fuori che la vita non finisce a 40 anni. È invece quando tutto a inizio. E a 50 anni ne sono ancora più convinta”. Oggi, dopo aver partecipato a L’Inganno di Sofia Coppola – in lizza per la Palma d’Oro a Venezia – ha firmato un nuovo contratto con la HBO (azienda produttrice di Big Little Lies) per una seconda miniserie intitolata The Undoing. È attesissimo anche Il Cardellino, adattamento cinematografico – nei cinema dal 12 settembre – del best seller di Donna Tartt.