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Metallica 3D – Through the never: recensione

Il 29 e 30 ottobre la musica metal invaderà le sale cinematografiche italiane con un evento unico e imperdibile: “Metallica 3D – Through the never“. 

All that is, ever
Ever was, will be, ever
Twisting, turning, through the never

(Tutto è, sempre
Sempre è stato e sempre sarà,
Distorcendosi, mutando, per sempre)

Trent’anni di carriera, otto album ed idee sempre originali, maestose ed energiche. Dalle composizioni musicali heavy  mai ridondanti agli espedienti per un pieno coinvolgimento dei fan durante le performance live, dalle copertine connotate da rimandi simbolici apocalittici e inquietanti alla trattazione di tematiche sociali centrali, nei giorni della contemporaneità, attraverso un linguaggio asciutto e diretto come può essere quello del rock. I Metallica non si sono voluti smentire neanche in occasione di questa tornata e, consapevoli della loro valenza nel mondo del business da palcoscenico musicale, si sono circondati del miglior team artistico per dare alla luce un prodotto estremamente innovativo, sebbene questo non sia il loro primo lavoro cinematografico, ed anche per omaggiare la loro passione primordiale, la musica nuda, cruda, brutale, che veicola i passi del gruppo sin dai giorni in cui suonavano nei garage, sotto casa, antecedenti ad ogni forma di successo.

Metallica 3D – Through the never” è l’evento cinematografico musicale dell’anno. Il film combina una spettacolare performance live dei Metallica durante un concerto mai visto prima, creato in esclusiva per il film, e un racconto elettrizzante che porta in sala un’esperienza senza precedenti.

Trip è un giovane tecnico del palco mandato a compiere una missione urgente durante un concerto dei Metallica in un’arena che ha fatto registrare il tutto esaurito. Mentre la band esegue quasi tutte le sue canzoni più celebri per decine di migliaia di fan su un palcoscenico senza precedenti creato appositamente per il film, Trip viene spedito fuori dall’arena a trovare un furgone dismesso e a recuperare un misterioso oggetto che deve essere portato allo show. Ma quello che sembra un compito semplice da svolgere si trasforma in un’avventura surreale… Con abbaglianti fuochi pirotecnici, il più complesso palcoscenico per uno spettacolo dal vivo mai costruito e un mondo immaginario ricalcato sull’iconografia originale della band, il coinvolgente spettacolo a 360 gradi diventa lo specchio della distruzione e del caos incontrati da Trip nel corso della sua impresa. La straordinaria fotografia in 3D di “Metallica 3D – Through the never“, realizzata utilizzando fino a 24 macchine da presa contemporaneamente, fa immergere il pubblico in una delle esperienze cinematografiche più emozionanti e innovative mai immaginate.

Nimród Antal ha realizzato un evento cinematografico in 3-D senza precedenti. Il film, unendo una trama avvincente a spettacolari sequenze tratte da alcune performance live di una delle più celebri e influenti rock band della storia, ha dato vita ad un’esperienza cinematografica potente, viscerale e piena di energia.

Nimród aveva una specie di espressione folle negli occhi e ha colto immediatamente il punto”, ricorda Ulrich, batterista e fondatore della band. “Dal modo in cui parlava del ruolo avuto dai Metallica nella sua vita quando era ragazzo in Ungheria abbiamo capito che era pazzo abbastanza per poter affrontare questa avventura con noi. Nimród ha inventato la metropoli che c’è nel film e l’intera storia da incubo che vi si svolge”.

L’incontro tra il regista e i componenti della band ha dato vita a un connubio artistico ideale e armonioso, in cui lo spazio di espressione è stato fortemente valorizzato da entrambe le parti, non lasciando nessuna idea, nessuna critica e nessun dettaglio al caso. Ognuno ha avuto una parte fondamentale nella realizzazione del film, nella scelta delle scene migliori, nel coraggio di caricare di effetti scenici ogni angolo del palco mettendo a rischio a volte l’incolumità dei musicisti stessi e della troupe di tecnici, nella cura delle scelte musicali e nella scommessa sull’effetto 3D (altro grande protagonista della performance) che ha portato con sé la voglia di spettacolarità, così da poter dire a lavoro compiuto, che “Metallica 3D – Through the never” è un capolavoro tanto di Nimród Antal quanto dei Metallica.

La trama della storia, che vede nei panni dell’incredulo e inesperto assistente della troupe, nonché soggetto centrale degli sketch che si susseguono al di fuori dell’arena, il giovane attore DeHaan, è un continuo rimando tra contenuto delle canzoni e rappresentazioni dello stesso per le strade della metropoli, creata anch’essa ad hoc dal regista.

Così prendono per la prima volta forma fisica le allegorie e i mostri che fino ad oggi avevano avuto un ruolo più che altro immaginifico e simbolico nelle storie, nelle copertine e nelle menti degli estimatori dei Metallica.

Antal ha inserito nel film due tra gli elementi più forti: The Little Man (il Piccolo Uomo), un totem sinistro che accompagna Trip nel suo viaggio, e The Death Dealer (il Mercante di Morte), un killer a cavallo che nella storia sarà il grande nemico di Trip.
Nimród pensava che fosse importante che Trip avesse una specie di talismano, un oggetto che significasse qualcosa per lui”, afferma Charlotte Huggins, produttrice del film. “E il Mercante di Morte rappresenta l’odio, l’ostilità e tutto ciò che c’è di sbagliato nel mondo. Qualcosa che può essere sconfitto solo dall’innocenza”.

Nel corso della visione, concetti centrali per i Metallica come confusione, terrore, apocalissi, odio e morte saranno definitivamente trascesi e prenderanno piena consistenza fisica, rispettando alla lettera le parole delle canzoni stesse. I rimandi saranno disparati e daranno filo da torcere ad ogni fan accanito, permettendo anche ai seguaci più giovani di comprendere quasi a livello sensoriale le parole che accompagnano sin dalle origini la band.

A questo il regista ha aggiunto l’ispirazione venutagli incontro da uno dei suoi libri preferiti, L’Alchimista di Paolo Coelho. Infatti, tiene a precisare che essenzialmente, come accade nel libro, il giovane protagonista del film parte alla ricerca di un tesoro, solo per scoprire alla fine che il tesoro si trova proprio nel punto da cui è partito: “Questo tipo di narrazione circolare mi è sempre piaciuta”.

Non deluderà neanche la scaletta del concerto, tutta tesa al divertimento e al coinvolgimento del pubblico in arena e di quello in sala, basandosi sui maggiori successi storici del gruppo, come Master Of Puppets, Nothing Else Matters, Seek and Destroy, Enter Sandman, Ride The Lightning e molti altri per un live di due ore piene. Anche coloro che osserveranno lo spettacolo seduti su una rossa poltrona del multisala, nello stesso momento in cui esprimeranno il desiderio di prendere parte al concerto dal vivo, si ritroveranno catapultati in una prospettiva realistica e coinvolgente, grazie all’estrema attenzione data alla riproposizione della performance in 3D, ed anche grazie alla prospettiva innovativa da cui si farà il salto all’interno dello schermo. L’impressione andrà ben oltre il sentirsi parte del pubblico pagante. Grazie alla magia degli occhiali della terza dimensione sembrerà di essere proprio al centro del palco, a tratti tra Hetfield e il microfono, o viso a viso con Ulrich mentre si scatena sui suoi piatti, o seguendo i passi bassi e tarantolati di Trujillo.

In conclusione, due ore allegre, intense, anche scabrose e perfette per l’apertura del week end tutto teso, da diversi anni a questa parte, al festeggiamento anglosassone di Halloween.