LE BALLERINE, UNA SCARPA SENZA TEMPO.
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FALSI MITI E LEGGENDE DA SFATARE SUL MONDO DEL BEAUTY.
31 Maggio 2014

MALEFICENT di Robert Stromberg nasce sulla scia dalla stessa tendenza commerciale che ha portato a produrre altre riletture, come Alice in Wonderland di Tim Burton e Il grande e potente Oz di Sam Raimi. Opere in cui il mondo di oggi si staglia con realismo e visione moderna di miti Disney ormai entrati nella memoria di tutti in cui basta poco per sconvolgere e ribaltare gli stereotipi tipici delle fiabe. La storia del cinema Disney è retta dalle donne, sin dall’epoca di Biancaneve. La centralità della figura femminile si è evoluta nel tempo con caratterizzazioni sempre differenti, fino ad arrivare alla Malefica dei giorni nostri, interpretata da una Angelina Jolie in veste di fiera protettrice delle sue terre e vittima di uno spietato affronto, che riporta all’odio atavico tra il mondo degli umani e quello delle fate. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una serie di battaglie con il re degli umani e, dopo la maledizione lanciata contro la piccola Aurora, Malefica capisce che la bambina rappresenta la chiave per farle trovare la vera felicità e riportare la pace nel regno. Questa non è la storia della Bella Addormentata bensì quella di Malefica, la storia di una vittima che, da grande, troverà il modo di superare il male che le è stato inflitto da chi amava, nel segno della redenzione e del perdono, chiari messaggi lanciati dalla Disney negli anni. La magia della casa madre in questa occasione è portata a spasso da una sempre bellissima Angelina Jolie, incarnazione perfetta della cattiva disneyana, anche e soprattutto nelle sfumature. L’impressione finale è che il film nasca con ottime intenzioni ma che non accontenti chi si aspettava di vedere una versione live-action de La bella addormentata nel bosco.

Roger Valente