L'ultimo sogno di Howard Costello: intervista a Michele Diomà

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L'ultimo sogno di Howard Costello: intervista a Michele Diomà

Michele Diomà. 30 anni. Nato sotto il segno dell’acquario. Dopo una carriera decennale come autore pubblicitario, nel 2012 esordisce nella regia cinematografica con il film lungometraggio “L’ultimo sogno di Howard Costello”. Il film girato tra Parigi e Roma è il racconto di un sogno. Lo spettatore ha infatti l’impressione di entrare sin dai primi istanti dall’inizio del film nella più intima dimensione onirica di una persona. Quello di Howard Costello è un viaggio nel labirinto dell’inconscio di uomo, che ha come tema centrale la reincarnazione. La missione del giovane personaggio del film di Diomà è infatti quella di decidere in quale creatura reincarnarsi nella sua prossima vita, come se fosse un ultimatum metafisico inevitabile. Un tema a dir poco inusuale nel cinema occidentale, affrontato attraverso una fotografia ed uno stile ispirati al cinema muto degli anni ’20. Abbiamo posto qualche domanda al regista di “L’ultimo sogno di Howard Costello” che ha rivelato in esclusiva a StarsSystem.tv diversi segreti sulla sua opera prima e noi abbiamo deciso di spifferarveli… tutti!

Michele come è nato questo progetto cinematografico?
Carl Gustav Jung avrebbe definito questo film un’autorealizzazione dell’inconscio. Sin da bambino infatti le nuvole e l’ideale del volo mi hanno sempre profondamente emozionato. Negli anni poi grazie a Fellini, Bunuel e Bergman, ho capito che soltanto il linguaggio audiovisivo e quindi il cinema, poteva permettermi di esprimere certe sensazioni. Ed eccomi qui con il mio film.

Chi è Howard Costello?
È una domanda che mi hanno fatto tutti i critici sia in Francia che in Italia. Ormai ho raggiunto la consapevolezza che Howard Costello sono io messo a nudo attraverso la sublimazione di una favola onirica. Credetemi, mi sono messo davvero in gioco!

Dal trailer del film si intuisce un collegamento con il cinema muto e poi i colori bianco e nero evocano un’epoca passata, ma sempre attuale, come lo è stato in fin dei conti anche per “The Artist”… Si tratta di una scelta stilistica o funzionale alla storia?
Io ho sempre creduto che il processo di crescita espressiva del cinema muto sia stato bruscamente interrotto dall’invenzione del sonoro. Penso che il cinema sia principalmente narrazione attraverso l’immagine e quindi per dirla in parole davvero semplici, io credo che ogni regista debba accettare la sfida di fare film con il minimo delle parole. Non è per niente facile!

“Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti”, così ha scritto Richard Bach ne “Il gabbiano Jonathan Livingston”. È lo stesso concetto che c’è nel film?
Ammiro molto la favola che hai citato, ma non ha nulla in comune con il mio film, se non il fatto che protagonisti in entrambe i casi sono dei gabbiani.

Il tuo film è stato in competizione all’ultimo Festival del Cinema Italiano di Nizza. Come è stata quest’esperienza?
Miracolosa! Per farti un paragone calcistico, è come se una piccola squadra costruita per non retrocedere in serie B si fosse ritrova improvvisamente a vincere lo scudetto ed a giocare in Champions League. Nello sport come nel cinema purtroppo quasi sempre i soldi fanno la differenza. Il budget del mio film era davvero ridotto per essere una produzione internazionale. Nonostante ciò io sono andato avanti e grazie ad un gruppo di lavoro molto coeso sono riuscito a concludere il progetto. Quando poi ho inviato L’ultimo sogno di Howard Costello a Nizza per me è stato come quando si getta una monetina nella Fontana di Trevi e si esprime un desiderio. Dopo due settimane però mi ha scritto il direttore del Festival e così è iniziato il caso cinematografico del mio film in Francia.

Cosa ne pensi del panorama cinematografico attuale e del sistema produttivo? Che cambiamenti vorresti? Proposte per migliorare la situazione?
Il discorso è lungo e doloroso. Nel cinema italiano non funziona niente. In realtà la situazione è simile a molti altri settori! Dominano incompetenza e raccomandazioni. Possibili soluzioni? Lo scoprirete nei prossimi mesi!

A questo punto cari lettori di StarsSystem.tv non vi resta che andare a vedere l’anteprima italiana del film “L’ultimo sogno di Howard Costello” il 30 luglio alle 22:00 a L’Isola del Cinema a Roma. L’ingresso è gratuito.