L’ultimo imperatore in un magico 3D

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L’ultimo imperatore in un magico 3D

“Questo film rappresenta la mia madeleine proustiana, perché mi ricorda i lontani anni in cui fu realizzato, la Cina, il successo mondiale. Ma il tempo, come afferma Sant’ Agostino, viene dal passato che non esiste più, attraversa il presente che è imprendibile e si proietta nel futuro che ancora non esiste”. (B. Bertolucci)

Come anticipato qualche giorno fa, a distanza di 25 anni e dopo innumerevoli riconoscimenti, il 10 e l’11 settembre, uscirà nelle sale italiane la versione in 3D del capolavoro di Bernardo Bertolucci: “L’ultimo imperatore“. L’attesissimo evento permetterà di apprezzare l’opera del maestro Bertolucci magicamente trasformata nella versione 3D.

Per volere del produttore Jeremy Thomas e grazie all’abilità artistica del direttore della fotografia Vittorio Storaro dopo oltre un anno di lavoro e più di due milioni di dollari di investimento, è finalmente disponibile la versione 3D che consentirà di rivivere, in modo del tutto nuovo, la meravigliosa avventura nella Città Proibita accanto al piccolo imperatore.

Una trasformazione magica, che rende gli spazi davvero unici e i dettagli della dinastia Ching ancora più incredibili che immergono lo spettatore in maniera ancora più profonda nella narrazione. La versione restaurata in 4k-3D dona, inoltre, una poetica esaltazione delle scene dedicate all’adolescenza del protagonista Pu-Yi, ultimo imperatore della Cina e al suo percorso dall’onnipotenza alla normalità, dal buio della nevrosi alla luce della quotidianità.

Un assaggio della storia? Nel 1908 a Pechino nella Città Proibita, l’anziana Imperatrice vedova, prossima a morire, si fa portare, strappandolo alla madre, Pu-Yi, un fanciullo di tre anni e lo designa suo successore. Ultimo della dinastia Ching, passerà la sua infanzia nella mitica Città Proibita, signore e padrone assoluto di uno sterminato impero, dove ogni suo capriccio di bambino Figlio del Cielo è legge per una corte fastosa e corrotta.

Storia di una solitudine, quella di un uomo che nacque imperatore, eternamente prigioniero, tra mura prestigiose prima, in un esilio dorato poi e che morì come un cittadino qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese. “L’ultimo imperatore” vuole essere anche il ritratto di un uomo che cerca di riconciliare la sua responsabilità morale con la sua eredità politica.