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Mi faccio largo a fatica tra la folla che popola Piazza di Trevi. Tempo di superare una coppia di turisti impegnata nel fatidico lancio della monetina, e la vedo. Isabelle Adriani, al lavoro sul set di Red Carpet, instant movie che potremo presto goderci su Sky, è circondata da curiosi e membri delle forze dell’ordine chiamati a presidiare le riprese. Attrice e scrittrice umbra che si divide da diverso tempo tra Italia e Stati Uniti (dove ha lavorato con George Clooney), è stata anche recentemente premiata come miglior attrice ai Tao Awards di Taormina lo scorso luglio.

Quale momento migliore della Festa del Cinema di Roma per rendere omaggio all’intramontabile scena della della Dolce Vita di Federico Fellini? E proprio la scena con protagonista Anita Ekberg rientra nel progetto “Red Carpet”…

Si tratta di una raccolta di tanti red carpet, appunto, provenienti dai festival del cinema più importanti al mondo. Cannes, Venezia e ora a Roma, abbiamo cercato di raccontare l’atmosfera che si respira durante questo tipo di eventi, e soprattutto la preparazione che c’è dietro, che sicuramente è la parte più interessante. Il caos, le emozioni e i ritardi che ti fanno vivere questi momenti tutti d’un fiato e che regalano sensazioni uniche. Oggi qui a Fontana di Trevi stiamo girando un’omaggio a Fellini, mentre durante gli ultimi giorni di riprese l’ispirazione ce l’hanno data Colazione da Tiffany e l’intramontabile Audrey Hepburn. Credo che sia veramente importante ricordare il glamour e la magia che il cinema ha sempre rappresentato e tramandato di generazione in generazione.

Hai lavorato anche oltreoceano…

E chi l’avrebbe detto?! Quando me lo ricordano ogni tanto faccio fatica a credere. Ma sì, ho avuto la grande fortuna di lavorare in America, ed il primo film è stato (guarda un po’) The American con George Clooney, un’esperienza unica per cui ho studiato tanto. Poi mi è capitato di lavorare anche al fianco di Penelope Cruz, che è una donna ed un’attrice stupenda. Posso dire di aver avuto l’onore di chiamarla “amica” per un momento della mia vita e tante altre piccole cose che non sto ad elencare. Ho imparato qualcosa da tutti quelli con cui ho condiviso un set, come anche a fregarmene dell’aspetto se questo è necessario al personaggio da interpretare. Sono felice di poter fare questo mestiere perché l’ho desiderato con tutta me stessa fin da quando avevo cinque anni, quando ho visto Ingrid Bergman in Notorious. Tutt’ora sono un’amante del cinema in bianco e nero: a quei tempi, anche se non c’era la tecnologia che abbiamo oggi, solo l’idea di sedersi a guardare un film era un gesto pieno di magia e suggestione.

Ph: Daniele Venturelli @ Getty Images
Abiti: Stefano Brandaleone
Make up: Roberto Torriciano
Gioielli: Ambra Fermi