Il castello magico: recensione

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Il castello magico: recensione

Dai creatori di “Le avventure di Sammy”, arriva un nuovo film d’animazione: “Il castello magico”. Protagonista della pellicola è Tuono, un tenero gattino abbandonato, che viene accolto da un eccentrico vecchietto con la passione della magia, nella sua antica dimora, e ben presto entra a far parte della “famiglia” composta da giocattoli animati, capitanati da un coniglio sovrappeso e da un topolino molto diffidente. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando la casa non viene messa in vendita. Ce la farà il nostro eroe, insieme con i suoi bizzarri alleati, a salvare la casa e a tenere insieme la sua nuova inconsueta famiglia?

Così, senza pretesa alcuna di competere con i capolavori Disney, Ben Stassen e Jeremy Degruson offrono al pubblico un prodotto di qualità, puntando sul dinamismo, sulla tenerezza, sull’illusionismo e sulla simpatia. E l’opera cinematografica belga gioca proprio sui buoni sentimenti e sull’illusione ottica, tant’è che fin dalle prime scene, il ritmo è serrato, le scenografie di forte impatto emotivo e i personaggi attirano l’attenzione di grandi e piccini, grazie al loro universo incantato. Lo script, infatti, è divertente, pieno di humor, e soprattutto di action.

Le scene più riuscite, senza ombra di dubbio ,sono quelle dove il dinamismo la fa da padrone. Il film, di conseguenza, ha il pregio di farsi apprezzare per la sua leggerezza e per il desiderio di narrare una storia al di là dei consueti modelli fiabeschi.

In definitiva, “Il castello magico” diverte e si guarda con piacere, perché unisce cuore e garbata comicità, proponendo al pubblico una vicenda semplice, ma potente, tratteggiata da personaggi ben definiti, carichi di sapienza, ironia e battute frizzanti.