I sogni segreti di Walter Mitty: recensione

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A volte il cinema regala film che sono un atto di coraggio e “I sogni segreti di Walter Mitty” di Ben Stiller fa parte di questa categoria. Tratto da “The secret life of Walter Mitty” di James Thurber e per certi versi da “Sogni proibiti” di Norman Z. McLeod, Ben Stiller assesta il suo quinto colpo da regista, offrendo al pubblico un lungometraggio che oscilla tra reale e surreale.

In fondo, si sa nessuno conosce veramente il potere che hanno i sogni nella nostra mente… se non nel momento in cui ispirano la nostra vita. Questo, è ciò che accade nella rivisitazione contemporanea fatta da Ben Stiller del racconto di James Thurber, che affronta in assoluto il tema dell’irresistibile fascino  dell’immaginazione. Stiller, infatti, prende spunto dal classico del 1939, per trasformarlo in un’attuale epopea, dove un uomo qualunque ritrova il vero scopo della sua vita dando libero sfogo alla sua fantasia iperattiva.

Di fatto, Walter Mitty (Ben Stiller) è una persona comune, incline a fare avventurosi sogni ad occhi aperti: è un sognatore moderno, un photo editor di una rivista, che spezza la sua noiosa routine rifugiandosi in un mondo fantastico, reso elettrizzante da audaci eroismi, appassionate storie d’amore e da costanti conquiste. E quando la sua collega (Kristen Wiig), di cui è segretamente innamorato, e anche lui, saranno in procinto di perdere il proprio posto di lavoro, deciderà di affrontare il destino e di avventurarsi in uno straordinario viaggio intorno al mondo.

Così, Ben Stiller riprende il personaggio dell’eterno sognatore creato da Thurber e lo inserisce nella società moderna, conferendo una sana dose di spettacolarità cinematografica alla pellicola.

Il film, infatti, risulta intriso di esuberante ilarità, di intensità dolceamara, di sogni folli, e soprattutto di avventure epiche ad alto impatto visivo ed emotivo.

Strizzando l’occhio alla storia del grande umorista americano, la vicenda di Walter Mitty si tinge anche di note universali, perché è un uomo come tanti, assediato da un mondo sempre più spersonalizzato e tecnologico, la cui sola via di scampo sono i suoi sogni, i suoi personali “incanti” ad occhi aperti, che lo vedono protagonista e persino eroe moderno, in costante lotta per una società migliore e più giusta. La sua immaginazione è il suo regno privato, che non condivide con nessuno… almeno fino a quando la ricerca dei negativi perduti del famoso fotografo Sean O’Connell (Sean Penn) gli offrirà l’opportunità di relazionarsi con le altre persone.

Inoltre, tra il cast del film spiccano star di grosso calibro, quali Kathryn Hahn, Patton Oswalt, Olafar Darri Olafsun, e una vera leggenda dello schermo nelle vesti della mamma di Mitty: il premio Oscar ® Shirley MacLaine. Ma il vero protagonista resta comunque l’uomo ordinario e straordinario al contempo: Walter Mitty, un devoto impiegato che vorrebbe vivere in maniera appassionata la sua esistenza abitudinaria, ma il mondo, opulento e distratto, non glielo consente. Così, nei suoi sogni è potente, fermo e deciso a seguire i suoi istinti primordiali, mentre nella vita reale, prudente. E quando getterà al vento le sue remore per ritrovare il negativo perduto per l’ultima storica copertina della rivista LIFE, farà suo il motto del magazine: “vedere le cose a migliaia di chilometri di distanza… cose pericolose da raggiungere… per poi restare stupiti”.

Così, come i suoi sogni rispecchiano le sue speranze e la sua forza interiore, sarà la presa di coscienza della sua profondità a renderlo più vivo che mai, in una società che lo vuole succube dei soprusi altrui, come le intimidazioni dell’arrogante amministratore delegato Ted Hendricks. E se da un punto di vista oggettivo, Walter Mitty non potrà evitarle, sarà la sua abitudine principale, ovvero quella di “incantarsi”, di fermarsi all’improvviso e di estraniarsi dal resto dell’umanità, per lanciarsi a capofitto in una serie di incredibili sogni mentali, che lo condurrà a un scontro faccia a faccia proprio con il temibile Ted Hendricks… uno scontro che si risolverà in una vera e propria battaglia volante in pieno centro a Manhattan.

E se Ted Hendricks incarna l’evil di turno, il celebre fotografo Sean O’Connell non è altro che un’iconica e misteriosa figura che trascina Walter Mitty nel mondo reale. È lui a rappresentare l’integrità creativa dell’uomo, e sarà sempre lui la causa per cui Walter Mitty andrà in Groenlandia, in Islanda e sulle vette dell’Himalaya. Sarà lui a fargli vivere avventure che superano anche i più arditi dei suoi sogni, ma soprattutto a fargli scoprire la quintessenza della vita.

Così, con una dose di iperrealtà in grado di fondere il flusso di coscienza di Walter Mitty con il dato oggettivo reale, il film “I sogni segreti di Walter Mitty”, non pretende di far ridere a crepapelle, come nella altre commedie di Ben Stiller, ma di accompagnare il pubblico verso un risveglio emotivo, perché se lo sviluppo della storia è prevedibile, la pellicola, con il suo approccio ingenuo e favolistico, non ha l’ambizione di restare una pietra miliare nella storia del cinema, ma di dare una scossa a chi si rifugia nel virtuale. Infatti, il film, visivamente ben elaborato, è capace di emozionare a dispetto di qualche difetto e squilibrio narrativo, e ha uno scopo, ovvero ammiccare ai sognatori: abbiate il coraggio di vivere i vostri sogni, disconnettetevi da un mondo fittizio e connettetevi con quello reale, allora sì che avrete davvero la forza di assaporare la vostra esistenza e di seguire fino in fondo il vostro cuore.