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By Riccardo Galeazzi
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Cos’hanno in comune Mozart e Leonardo? Apparentemente nulla: uno era un musicista, l’altro uno scienziato. Ma entrambi avevano un dono; erano plusdotati. Già da bambino Mozart eseguiva correttamente al pianoforte musiche dall’altissimo coefficiente di difficoltà e spesso riusciva a ripeterle a memoria dopo aver letto lo spartito una volta sola. Leonardo, invece, disegnava cerchi perfetti senza bisogno di uno strumento; i suoi studi e le sue opere hanno anticipato i secoli. Per quanto ci possa sembrare fantascientifico, le persone con un quoziente intellettivo di gran lunga superiore alla media esistono. Quando questo dono si manifesta già dall’infanzia, i bambini vengono definiti gifted. Di questo parla il film Gifted – Il dono del talento, uscito nelle sale lo scorso 1 novembre. Mary è una dotatissima bambina di sette anni. Vive con il giovane zio Frank (Chris Evans), dopo che la madre è morta in circostanze drammatiche.

Già dal primo giorno di scuola, la maestra di Mary si accorge del potenziale della bimba e lo comunica subito alla Preside. Frank, dopo esser stato convocato, si rifiuta di iscrivere la bambina ad una scuola per plusdotati, in quanto per la sorella l’essere gifted si era trasformato in una maledizione e le aveva impedito di vivere una vita normale. La preside però non è d’accordo e contatta Evelin, madre di Frank e nonna di Mary, signora alto borghese, a suo tempo impegnata nell’insegnamento universitario, la quale  porterà il figlio in tribunale e inizierà una spietata battaglia per l’affidamento della bimba. Non aspettatevi di trovare la forza di The Imitation Game o de La Teoria del Tutto – altri due titoli su personaggi plusdotati. Tuttavia il film porta all’attenzione una tematica sottovalutata: ogni nostra scelta ha una conseguenza su qualcun altro. Diane, la madre di Mary, si era suicidata per le pressioni esercitate su di lei da chi voleva sfruttare il suo dono, prima tra tutte proprio  Evelin.

Quando Frank sceglie di iscrivere Mary alla scuola pubblica le permette sì di avere una vita normale, ma la priva anche di un adeguato insegnamento rispetto alle sue capacità. Non è mai facile prendere la decisione giusta, specie quando si tratta di altri. E se anche si possiede una mente matematica non si arriva ad una risposta certa, se si parla di persone. In Gifted – Il dono del talento si è portati a simpatizzare per lo zio Frank, ma non si riesce ad odiare completamente Evelin, benché sia un’arpia opportunista. Lei è comunque l’unica che vuole valorizzare il talento della nipote. I vari mamma e papà in sala hanno di fronte due punti di vista e si chiedono se davvero sia in gioco il meglio per la bambina. Quanti figli sono eccezionalmente dotati in quello che fanno, che sia sport, studio o altro, ma quanto poi i successi sono effettivamente buoni per la prole? E quanto invece servono ai genitori a sentirsi realizzati? In quest’ottica, ci stupisce la già lunga carriera di McKenna Grace, la piccola, favolosa, attrice che interpreta Mary, che a soli undici anni ha alle spalle dieci film e venti serie tv. Ci sarà rimasto del tempo per essere una bambina?