Frozen – Il regno di ghiaccio: recensione

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Frozen – Il regno di ghiaccio: recensione

Dopo “Rapunzel – L’intreccio della torre” e “Ralph Spaccatutto”, Walt Disney torna al cinema con “Frozen – Il regno di ghiaccio”, un’avventurosa commedia da brivido ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi”.

Ambientato nell’immaginario regno di Arendelle, “Frozen – Il regno di ghiaccio” presenta uno sfondo straordinario che richiama gli spettacolari paesaggi norvegesi, dalle montagne incappucciate di neve ai tranquilli fiordi. Ed è in questo mondo incantato che la valorosa e ottimista Anna (nella versione italiana doppiata da Serena Rossi), insieme al coraggioso uomo di montagna Kristoff e alla sua fedele renna Sven, intraprende un viaggio epico alla ricerca della sorella Elsa (nella versione italiana doppiata da Serena Autieri), i cui poteri glaciali hanno intrappolato il regno di Arendelle in un inverno senza fine. Incontrando sul loro cammino montagne alte come l’Everest, mistici troll e un buffo pupazzo di neve di nome Olaf (nella versione italiana doppiato da Enrico Brignano), Anna e Kristoff combatteranno contro tutti gli elementi della natura per salvare il regno dalla distruzione.

Con i suoi colori mozzafiato, “Frozen – Il regno di ghiaccio” prende spunto dall’architettura, la cultura e le tradizioni uniche della Norvegia, immergendo il pubblico nel suo ambiente. E nel film si vede davvero di tutto: umorismo, azione, avventura e ovviamente… tante emozioni. La pellicola riprende alcuni degli elementi fondamentali della fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi”, pubblicata per la prima volta nel 1845, e mette in scena le tematiche della storia originale, ma lo fa nell’ottica del vero spirito dei classici Disney, come nel film “La sirenetta”: lasciando ai realizzatori la libertà creativa di raccontare la vicenda con un pizzico di fantasia. E il film serba tutti gli ingredienti principali della magia dei capolavori Disney: ironia, esplosività emotiva, sentimenti unici, meravigliose canzoni, ecc.

La pellicola firmata da Chris Buck e Jennifer Lee, ruota intorno a temi universali, come la famiglia, l’amore e la lotta tra Bene e Male, ma la classica fiaba di Natale, grazie agli effetti 3D, alle scenografie da sogno, e alla caratterizzazione dei personaggi, acquista un sapore strabiliante e convincente, offrendo al pubblico un’esperienza cinematografica di forte impatto emotivo. Ed è il rapporto tra la temeraria e ottimista Anna e la regale e magica Elsa a porre l’accento su uno dei temi cardine del film: la famiglia. Invece, l’amore è rappresentato da Kristoff, un amante della natura, un ragazzo onesto e buono, accompagnato sempre dalla sua fedele renna dal cuore di un labrador: Sven. Infine, il pupazzo di neve Olaf è l’emblema della vera bellezza: trabocca di sorprese. Ed è anche lui a strappare grandi risate al pubblico. Creato dai magici poteri di Elsa, Olaf è il pupazzo di neve più simpatico che abbia mai messo piede sulle montagne che circondano Arendelle. Ama i caldi abbracci e la sua innocenza è davvero disarmante, piena e saggia.

Con queste caratteristiche, “Frozen – Il regno di ghiaccio” rappresenta il perfetto connubio tra tradizione e modernità: da una parte è la fiaba musicale natalizia per eccellenza, con neve, magia e splendide canzoni, e dall’altra è carica di messaggi positivi, che lo rendono un film idoneo per adulti e bambini.

Perfettamente in linea con l’equilibrio tra vecchio e nuovo è anche il cortometraggio che precede il film: “Tutti in scena” (“Get a Horse”), che inizia come un corto Disney originale degli anni Trenta, dove Topolino è nel bel mezzo di una gita con i suoi compagni di sempre (Minni, Orazio e Clarabella), quando l’acerrimo nemico Gambadilegno arriva a guastare la festa. Nel tentativo di rapire Minni, Gambadilegno lancia Topolino contro lo schermo, che improvvisamente si buca trasformando il corto in una meraviglioso racconto a colori, in grado di stupire per gli effetti in 3D e di celebrare al contempo le linee semplici dei disegni fatti a mano appartenenti al passato.

Così, con questo spirito, le due magie Disney (“Frozen – Il regno di ghiaccio” e “Tutti in scena”) non solo sono perfettamente riuscite, ma si prefigurano come due classici resi contemporanei da un pizzico di humour, fantasia e tecnologica: due avventure in grado di soddisfare le aspettativa del pubblico di ogni età.