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Frankenweenie: i pupazzi

Nel film “Frankenweenie” compaiono oltre 200 pupazzi, con 18 Victor e 15 Sparky. Dal momento che ogni animatore ha lavorato indipendentemente per realizzare le diverse scene, erano necessari dei sosia, anche come scorte, nel caso un pupazzo avesse bisogno di una riparazione.

Il primo modello disegnato per il film è stato Sparky e il suo prototipo ha fissato lo standard del resto del film. Tim Burton aveva un’idea molto specifica per il personaggio di Sparky, voleva che si comportasse e si muovesse come un cane vero. La sua “armatura” era articolata e dieci centimetri era la dimensione più piccola in cui poteva essere realizzato senza penalizzare il suo comportamento e la sua personalità.

 Dopo aver creato Sparky, gli animatori hanno fissato le dimensioni di tutti gli altri personaggi. I pupazzi presentavano vari livelli di articolazione. Victor era il personaggio umano più complicato, e il meccanismo della sua testa contiene non solo i contorni delle labbra e delle sopracciglia ma anche un complesso sistema meccanico (con uno strumento simile ad una chiave inglese) che consentiva all’animatore di muovere le sue guance e le sue mascelle con piccoli scatti. Questo lo ha dotato delle più sottili e varie capacità di recitazione. Altri personaggi come Elsa Van Helsing e suo zio, il Sig. Burgemeister, non compaiono spesso in scena, quindi non avevano bisogno di mostrare la gamma di emozioni di Victor; nel loro caso gli animatori hanno potuto ottenere ciò di cui avevano bisogno, manovrando semplicemente le labbra e le sopracciglia. Anche Sparky è stato un modello incredibilmente complicato. Ci sono oltre 300 giunture nel suo corpo e poiché le sue gambe sono molto esili, doveva essere sostenuto da un supporto speciale affinché gli animatori potessero muoverlo come un vero cane.

“Sparky non è mai seduto tranquillamente”, spiega la produttrice Allison Abbate, “e sarebbe stato impossibile renderlo stabile su quelle piccole gambe. Ora nella post-produzione siamo in grado di rimuovere i supporti, perciò gli animatori possono farlo tranquillamente scorrazzare avanti e indietro come un vero cagnolino”.

Il complicato processo di fabbricazione dei pupazzi ha seguito varie fasi. Prima di tutto Tim Burton ha fatto uno sketch del personaggio; lo sketch è stato quindi inviato ai realizzatori dei modelli dei personaggi di Mackinnon e Saunders, in Inghilterra, che hanno creato sculture in 3D dei disegni, chiamate maquettes (statuine dei personaggi). A quel punto Tim Burton e i fabbricanti di pupazzi hanno parlato a lungo per ottenere il risultato artistico ottimale. Dopo aver stabilito le dimensioni e gli altri fattori che riguardano i pupazzi, gli artisti hanno realizzato una scultura finale, diversa dalla prima maquette. Questa maquette doveva essere completamente neutra, con le braccia lungo i fianchi, la faccia dallo sguardo fisso in avanti e i piedi separati. Nella fase successiva bisognava creare lo stampo della maquette. Dopo aver ottenuto uno stampo, il fabbricante dei modelli ha creato la cosiddetta “armatura” che serve come supporto per far muovere il personaggio a seconda di ciò che è richiesto dal copione. Il personaggio deve sedersi, mangiare o saltare? Dopo aver ottenuto queste informazioni, i fabbricanti di modelli potevano costruire il giusto scheletro adatto a compiere le azioni richieste. I fabbricanti di armature dovevano essere molto precisi perché c’erano molte parti mobili e piccolissime che dovevano essere inserite con la massima esattezza nel posto giusto del corpo. Dopo aver ideato l’armatura, il fabbricante di modelli iniziava a riempirli: l’armatura veniva posta nel calco e quindi riempita di silicone e di lattice. Spesso la testa veniva lavorata separatamente dal corpo. Nel frattempo Tim Burton era occupato a lavorare con gli altri artisti, per disegnare i costumi e scegliere le stoffe adatte alla sua visione del film. I costumisti dovevano prima di tutto creare i modelli che Burton doveva approvare, come gli impermeabili del Signor e della Signora Frankenstein; i sarti hanno quindi cucito manualmente tutti i costumi, usando dei punti piccolissimi per rispettare le dimensioni degli abiti.

Subito dopo c’è stato il lavoro dei parrucchieri, che sui modelli hanno utilizzato capelli umani. All’inizio hanno provato dei capelli sintetici, ma erano troppo lucidi e grinzosi quando venivano legati insieme. Ognuno dei capelli è stato perforato e quindi inserito nei fili, che servivano a creare l’effetto del movimento dei capelli quando il personaggio camminava. L’ospedale dei pupazzi del set di “Frankenweenie” era sempre pieno e ha tenuto molto impegnati i 150 artigiani. Esperti modellatori hanno trascorso mesi a riparare gli arti, a sistemare i capelli e la pelle, ad aggiustare i costumi logori o strappati. Questa squadra ha trovato anche il tempo di creare tutti i personaggi generici presenti sullo sfondo nonché alcuni dei personaggi principali.