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By Riccardo Galeazzi
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Era stato presentato come il degno successore di Quasi Amici. Sembrava che in Francia tutti l’avessero visto. Ma in realtà era tutto fumo pubblicitario. Di Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse, anche la traduzione del titolo è una trovata mediatica per portare le famiglie al cinema. Il titolo originale infatti è Demain tout commence, “Domani tutto comincia”, il quale riassume l’intento profondo del film: comunque vada la vita, con i suoi buffi e strani andamenti, il meglio arriva domani.

La cinematografia francese ama giocare con queste massime, ponendo i personaggi dei film in situazioni sempre più bizzarre, fino ad arrivare ad un punto di svolta che non ci saremmo mai aspettati. È questa l’ottica dell’ultimo film diretto da Hugo Gèlin con Omar Sy – eccezionale attore forte dei successi di Quasi Amici e Inferno; ottica che però male si approccia al pubblico italiano. Perché a Samuel, il protagonista, capita proprio di tutto. Egli è un animatore turistico sciupafemmine. Un giorno Kristin, una ragazza inglese con cui Samuel aveva avuto una relazione l’anno precedente, piomba sulla sua barca e gli lascia Gloria, la figlia che ha avuto da lui, senza che egli lo sapesse. Samuel rincorre Kristin a Londra e con bimba al seguito, ma viene derubato di denaro e documenti, rimanendo così bloccato. Per un fortuito caso incontra Max, grasso manager cinematografico, omosessuale stereotipato, che gli trova subito un incarico come stuntman e lo ricopre di denaro.

Gloria e Samuel vivono felici e spensierati, in una casa che sembra il negozio della Playmobil: porte a grandezza di bambino, scivoli, vasche con le palline. Un bel giorno, in occasione di una visita medica, comprendiamo che Samuel ha una malattia che non gli permetterà di vivere ancora a lungo. Una beat interessante, tralasciata poco dopo perché ricompare Kristin che, dopo sette anni di silenzio, rivendica diritti di potestà sulla figlia, fino al tribunale. La situazione drammatica viene sviluppata con ironia fuori luogo e dinamiche comedy. Fino alla clamorosa svolta finale, uno scrigno contenitore per il messaggio fondamentale che il film intende trasmettere.

Peccato che non sia così. Perché nulla di quello che abbiamo visto c’entra con il messaggio del film. Può piacere al pubblico francese, ma la cultura del nostro cinema ci porta a entrare in empatia con personaggi potenzialmente reali, che hanno uno sviluppo nell’arco del film in un mondo contestualizzato. In Famiglia all’improvviso non c’è sviluppo credibile. Sembrano tante idee singolari e frasi commoventi, mischiate nella speranza di riscuotere successo. Se siete amanti delle sitcom, in cui l’improbabile e il colpo di scena hanno la meglio, allora apprezzerete questa pellicola; altrimenti, cambiate film.