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By Antonino Pezzo
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È il 22 Gennaio 2008 quando una scettica fisioterapista compone un numero: dall’altra parte del telefono c’è Mary Kate Olsen. Il motivo delle chiamata? Il signor Heath Ledger, l’attore australiano, si è barricato in camera e non risponde ad alcuna sollecitazione.

Siamo a Soho, New York, e Mary Kate Olsen, sorella gemella di Ashley Olsen, manda immediatamente sul luogo le sue guardie del corpo. Heath e Mary Kate sono grandi amici, lei è la prima persona a venire a conoscenza delle condizioni spaventose in cui lui si ritrova. I soccorritori del 911 arriveranno solo successivamente, e non potranno fare altro che confermare il decesso. Un bellissimo ragazzo si è spento, ma le cause non sono chiare. La stampa si scatena. È una notizia devastante, il mondo è sotto shock. Hollywood perde una delle sue stelle più promettenti.

Il film I Am Heath Ledger, che sarà trasmesso il prossimo 17 Maggio sul canale Spike con premiere il 23 Aprile al Tribeca Film Festival di New York, racchiude la pura essenza di Heath intubandola in un obiettivo: quello della sua videocamera. Era una prassi per l’attore mettersi davanti allo specchio e riprendersi in pose buffe, raccontando di sé, dei suoi sogni, dei viaggi e dei rapporti che costruiva con gli altri. Il trailer del film pubblicato pochi giorni fa è altamente emozionante, ma è davvero straziante. Nei filmati amatoriali Heath appare tranquillo, rilassato, pieno di energie e proiettato verso un futuro infinito. Ci sono persino spezzoni dei suoi film più famosi o interviste con amici, familiari e collaboratori. Prendono la parola Naomi Watts, Ben Mendelsohn, Ang Lee, Ben Harper e Christina Cache che raccontano il volto di quel giovane talento rubato troppo presto alla vita: attore virtuoso che studiava in modo manicale i personaggi che interpretava, fino all’immedesimazione totale. La commozione è fortissima e il dolore è lancinante, ci si chiede il perché di certi andamenti della vita.

Heath manca da più di nove anni e ha lasciato per sempre la sua compagna Michelle Williams e la loro figlia Matilda. Sappiamo che la sua morte è avvenuta per avvelenamento causato dagli effetti combinati di sonniferi, ansiolitici e analgesici che l’attore stava prendendo dietro normale prescrizione medica. Noi non dimenticheremo mai le sue magistrali interpretazioni: I segreti di Brokeback Mountain, Il patriota, Il destino di un cavaliere e Paradiso + Inferno e Il suo Joker nel Il cavaliere oscuro, grazie al quale ha conquistato un Oscar postumo come migliore attore non protagonista e un Golden Globe. Tutto ciò rimarrà inciso nelle nostre menti.