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Entusiasmante film di fantascienza, il secondo in poco tempo per Tom Cruise dopo quel gioiello che é “Oblivion”, il terzo in carriera se si considera “Minority Report”. L’ennesimo della sua vita se anche voi siete dell’opinione, come chi scrive, che sia uno dei pochi attori, forse l’unico, a non aver mai sbagliato un film (anche quelli meno riusciti sono comunque esperimenti interessanti, spesso ricchi di ironia, dove il buon Tom fa sempre ottima figura, come “Rock of Ages”, dove sciorina una voce rock divina, o “Innocenti bugie”, dove si prende in giro da solo… ) Ispirandosi a “Ricomincio da Capo”, film degli anni novanta in anticipo sui tempi, scritto e diretto da Harold Ramis dove uno strepitoso Bill Murray si svegliava ogni mattina costretto a rivivere la stessa giornata, “Edge of Tomorrow” ne aggiorna la struttura narrativa portandola nel futuro e nel contesto di una guerra contro gli alieni per la sopravvivenza dell’umanità. Nonostante una trama ad alto rischio di ripetitività regista e sceneggiatori riescono ad evitare magistralmente ogni possibile momento noioso creando, paradossalmente, uno dei pochi film davvero incalzanti e ricchi di sorprese degli ultimi anni, affiancando alla sapiente sceneggiatura dei fratelli Butterworth e del premio Oscar Cristopher McQuarrie (“I Soliti Sospetti”) un montaggio serrato ed estremamente funzionale, che detta i ritmi utilizzando vorticose ellissi narrative che hanno la doppia funzione di tenere alta la tensione, confondendo lo spettatore, e di stemperarla con la giuste dose di ironia.

Spettacolare (la scena dell’attacco iniziale toglie il fiato), incalzante, adrenalinico, ecco il film di fantascienza che non ti aspetti da un modesto artigiano come Doug Liman (Bourne Identity, Mr and Mrs Smith), e che risulta ulteriormente notevole per il suo esplicito e riuscitissimo connubio con il mondo dei videogame. La credibilissima evoluzione del personaggio principale, infatti, è totalmente legata alla stessa struttura narrativa dove la co(no)scienza si forma grazie all’infinita possibilità di reiterare lo stesso momento e dove la morte altro non è se non un reset che permette di ricominciare e proseguire il proprio percorso di addestramento fisico e di crescita umana. A tratti potrebbe quasi sembrare un videogame d’autore. Per essere un film d’intrattenimento non è poco. Imperdibile.