Donne Nel Mito: Veruschka

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“Non sono perfetta, conosco i trucchi per sembrare perfetta”.
(Veruschka)

 

In occasione della “Settimana della moda Donna” (18-23 settembre 2013), la più leggendaria delle modelle, Veruschka, è la protagonista di “Donne Nel Mito”, in onda su Diva Universal (SKY – Canale 128) mercoledì 18 settembre alle 20:50.

Un breve documentario che racconta la storia della donna il cui nome è inciso nella storia della moda. Conosciuta anche per aver fatto parte del cast di “Blow-Up” di Michelangelo Antonioni e “Salomè” di Carmelo Bene, divenuta nota negli anni Sessanta anche grazie al lavoro del fotografo e compagno Franco Rubartelli.

Veruschka nasce in un anno fatale, il 14 maggio 1939, a Königsberg, città di frontiera in quella Prussia che a fine conflitto sarà spartita tra Russia e Polonia. È la secondogenita di una ricca famiglia, esponente della nobiltà prussiana. Vera è ancora una bimba quando il padre, accusato di complotto ai danni di Hitler, è impiccato e la madre internata in un campo di lavoro. Zingara o ospite di amici e parenti sopravvive alla guerra. È una ragazza timida, sognatrice e molto spaventata. Grande personaggio, Veruschka forse la prima top model della storia. Studia ad Amburgo e in Italia, dove, scoperta dal fotografo Ugo Mulas, muove i primi passi nella moda, ma senza troppo successo, mondo estraneo per una ragazza non cresciuta nella frivolezza e nel narcisismo.

Dopo aver provato anche a Parigi e a New York, dove Diana Vreeland la etichetta con la frase: “Diva dallo sguardo freddo e dall’irraggiungibile volto”, tenta la carta del nome d’arte, Veruschka, per far credere di essere russa. L’operazione riuscì, e Veruschka si affermò come una delle più importanti supermodelle di quegli anni, anche grazie al lavoro del fotografo Franco Rubartelli, suo compagno di vita oltre che di lavoro per alcuni anni.

Musa di personaggi come Helmut Newton, Dalì o Andy Warhol. Veruschka non rinuncia al cinema, e nel 1966 Antonioni la vuole nel suo film “Blow Up“, tra viaggi psichedelici e costumi space age. Sempre in fuga nel 1975 dopo l’addio alla passerelle si trasforma in un’artista indipendente dedicandosi alla fotografia, alla pittura e al cinema, l’ultimo ruolo in “Agente 007 – Casino Royale“, nel 2006. Il suo nome continua a rimanere inciso a lettere di fuoco nella storia della moda e non solo.