Donne nel mito: Coco Chanel

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Donne nel mito: Coco Chanel

“Nella mia vita non mi pento di niente, a parte di ciò che non ho fatto”.
(Coco Chanel)

 

 

In occasione del 130° anniversario dalla nascita, un omaggio all’icona di stile…
Capelli a caschetto, rossetto rosso fiammante e modi schietti, un tipo di cui si è perso lo stampo. Una donna unica passata dall’orfanotrofio alle passerelle di Haute Couture, fino a diventare essa stessa immagine di stile. A 130 anni dalla nascita della celebre stilista francese, Diva Universal (SKY – Canale 128) rende omaggio a Coco Chanel con una puntata di “Donne nel mito”, in un documentario che racconta la storia della donna e l’opera dell’artista che ha rivoluzionato il concetto di femminilità e di stile del XX secolo.

L’appuntamento con lo speciale a lei dedicato è per lunedì 18 agosto alle ore 20:50.
Inoltre, da segnalare prossimamente l’arrivo in libreria del terzo volume della collana edita da Gremese, firmata Diva Universal “Donne nel mito – Coco Chanel”.

Gabrielle Bonheure Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur. Il padre era un venditore ambulante, che girovagava per mercati, così i figli dopo la morte della madre furono dati in affido. Le tre sorelline Chanel, invece, furono affidate alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio di Aubazine. Nelle collezioni di Chanel si può percepire l’influenza degli anni di vita monacale. Come fa notare Karen Karbo, le suore hanno ispirato in Mademoiselle l’«amore per il bianco ed il nero» e l’«austerità». Superato il limite di età per restare all’orfanotrofio, Julie e Gabrielle vennero mandate presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche. A diciotto anni iniziò a lavorare come commessa presso la bottega Maison Grampayre. Lì mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore.

Negli stessi anni, intraprese una breve carriera come cantante presso un caffè-concerto. Sembra che il soprannome Coco derivi dalla canzone “Qui qu’a vu Coco?”, anche se esistono più versioni di questa storia come vuole la mitologia Chanel, ossia la sua biografia secondo le scarse e poco affidabili informazioni sulla sua infanzia. Chanel incontrò nel 1904, Etienne de Balsan. figlio di imprenditori tessili e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Chanel a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu, nel 1908. Balsan fu anche il suo primo finanziatore che la assecondò permettendole di creare cappelli presso il suo appartamento parigino, in Boulevard Malesherbes.

Così intorno al 1909, Coco Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini di paglia ornati da semplici fiori o piume. Incontrò poi Boy Capel, un industriale di Newcastle, che incoraggiandola le anticipò i soldi per aprire la sua boutique al 21 di Rue Cambon. Nel 1912 Chanel iniziò a vendere oltre ai suoi capellini anche capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito. Nello stesso anno morì la sorella maggiore Julie. Nel 1913, Capel aprì per Chanel un nuovo negozio nella località balneare di Deauville. Qui Coco si ispirò ai marinai e propose alla moda la praticità che la Belle Époque aveva sostituito con bustini e corsetti.

A partire dal 1913 Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita, promosse l’utilizzo del jersey e dello stile alla marinara, e per finire introdusse l’utilizzo dei pantaloni femminili. Sull’onda del successo di Deauville, il 15 luglio 1915 Chanel aprì un negozio anche a Biarritz lontano dalle linee del fronte. In quegli anni Chanel conobbe Misia Sert, pianista polacca, che le fece conoscere Paul Morand, Pablo Picasso, Jean Cocteau, Max Jacob e Igor Stravinsky col quale ebbe una relazione. Negli anni successivi Coco Chanel perde prima Capel e poi la sorella minore Antoinette. Negli anni venti, Chanel lanciò la moda del capello corto.

Nel 1925 Chanel comincia a frequentare il duca di Westminster, Hugh Richard Arthur Grosvenor, noto come Bendor, che le fece nascere l’interesse per il tweed scozzese. Lo stesso anno a Parigi si tenne l’Exposition des Arts Décoratifs et Industriels Modernes, che segnò la disfatta del rivale Paul Poiret, e l’ascesa di Coco che imponeva il nuovo stile la cui parola chiave era comodità. Il 1926 fu l’anno del debutto del piccolo vestito nero, la petite robe noire. Nel 1927, gli abiti sportivi Chanel arrivarono a Londra, dove venne aperto un nuovo negozio. Coco intraprese un relazione col Granduca Dmitri Pavlovitch, cugino dello zar Nicola II.

Nel 1921 uscì sul mercato il suo profumo Chanel n°5, messo a punto con l’aiuto del profumiere Ernest Beaux figlio del profumiere dello Zar, fragranza innovativa realizzata artificialmente. Nasceva così un nuovo ideale di profumo. Coco si dedica anche alla creazione di gioielli, prima bigiotteria e poi, di ritorno dall’America con i disegnatori Etienne de Beaumont e Fulco di Vedrura, espose le sue creazioni nella casa di Faubourg Saint-Honoré. Coco Chanel fu anche costumista, nel 1922 disegnò i costumi per l’opera del poeta Cocteau, “Antigone” e per il balletto “Le Train Bleu”.

Durante la seconda guerra mondiale Chanel chiuse il suo atelier, per riaprirlo solo alla fine del conflitto. Nel 1944 le Forze Francesi dell’Interno la arrestarono, per le sue relazioni con spie nemiche: Chanel voleva servirsi degli agganci che aveva nell’ambiente inglese e in quello tedesco per mandare in porto la sua strategia di pace chiamata Modellhut, pensata insieme a Theodor Momm. Nel 1954 a 71 anni Chanel riaprì la maison e si ripresentò al suo pubblico con una nuova collezione: la proposta è il tailleur in tweed. Nel 1955 Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato Chanel: la borsetta 2.55. Nel 1957 riceve a Dallas il Neiman-Marcus Award, l’Oscar della moda.

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hôtel Ritz all’età di 87 anni. Lasciò il suo patrimonio alla fondazione Coga, creata nel 1965 a Vaduz. In seguito alla sua morte la maison venne gestita dai suoi assistenti, dal 1983 la maison venne affidata a Karl Lagerfeld.