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Severo e ambizioso, con se stesso in primis e subito dopo con chi lavora al suo fianco. Sembra un paradosso, ma proprio per questo motivo David Lynch ha deciso di chiudere definitivamente con il cinema. Il visionario creatore di The Elephant Man e Blue Velvet in un’intervista rilasciata al Sydney Morning Herald ha dichiarato che “molte cose in questi anni sono cambiate, e in peggio. Alcune pellicole, che consideravo lungometraggi grandiosi, hanno faticato al box office. Altre invece, sebbene di successo, io non avrei mai voluto realizzarle. su questa base, potete considerare Inland Empire il mio ultimo film”. Un dardo scagliato nel cuore dei fan, che ansiosi attendevano di vedere sul grande schermo l’adattamento cinematografico de Le Metamorfosi di Kafka.

Un progetto che però non vedrà mai la luce: come fatto recentemente per il seguito di Twin Peaks (che uscirà in mondovisione il 21 maggio prossimo), Lynch ha deciso di tenere la trama e il finale segreti fino all’ultimo, salvo poi rivelare la verità con tutta la forza narrativa che ha contraddistinto i suoi lavori.

E ora cosa ci rimane? Prima di tutto, dopo venticinque anni di ansia e attesa spasmodica, capire se tornerà davvero Laura Palmer. E poi, racchiusa in una fragile bolla di vetro, la speranza che Lynch decida di fare marcia indietro, cercando di ridare linfa a quell’arte che pian piano sente morire intorno a sé. In entrambi i casi, vi è una fitta coltre di mistero in mezzo alla quale farsi spazio…