Cloud Atlas: tutto è connesso

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Cloud Atlas: tutto è connesso

“La nostra vita non ci appartiene. Dal grembo materno alla tomba, siamo legati agli altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, e da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro”. (Sonmi-451, 2144)

 

“È stata la portata delle idee di “Cloud Atlas” che ci ha subito attratti, la compassione per gli esseri umani, il coraggio, e una qualità al tempo stesso classica e però di assoluta novità”, dice Lana Wachowski, uno dei tre sceneggiatori/registi che hanno adattato il romanzo di David Mitchell dal quale è stato tratto il film. “Dal punto di vista del soggetto il film trascende i confini di razza e di genere, geografici e temporali, per raccontare una storia che ci mostra come la natura dell’umanità vada ben oltre quei confini. È stato questo a incuriosirci quando abbiamo letto il romanzo e poi quando abbiamo cominciato a lavorare alla sceneggiatura”.

Ambientato contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro, “Cloud Atlas” abbraccia una gamma di generi diversi e ci illustra come gli eventi e le decisioni prese dalle persone in un determinato periodo possano avere ripercussioni imprevedibili nel tempo e incidere sulle vite degli altri. Un avvocato di San Francisco offre rifugio a uno schiavo in fuga durante un fatale viaggio di ritorno dalle isole del Pacifico nel 1849… un povero compositore di talento nella Scozia degli anni Trenta cerca di comporre la sua opera suprema prima di dover pagare il conto di un atto sconsiderato commesso nel passato… nel 1973 una giornalista fa di tutto per evitare un disastro nucleare… un editore di oggi, alla vigilia del suo più grande successo, viene ingiustamente tenuto prigioniero… nell’anno 2144 una clone operaia avverte il proibito risveglio di una coscienza umana… e nel futuro remoto e devastato del 2300, un pastore di capre combatte contro i rimorsi di coscienza per ciò che ha fatto per rimanere in vita. Ciascuno scenario viene introdotto una prima volta e poi portato avanti parallelamente agli altri; i passaggi fra l’uno e l’altro sono fluidi e rivelano il modo in cui tutte le storie sono fra loro collegate. Diventa subito chiaro che non si tratta di storie separate, ma di momenti legati in un unico flusso.

“Il punto è abbandonare l’idea che si tratti di sei storie separate. È una storia unica”, dice Andy. “Ciascuno dei periodi temporali si riflette sugli altri nel corso di tutto il film. Via via che ognuna di queste anime si evolve, la vediamo entrare in rapporto con le altre, e seguiamo la sua evoluzione nel tempo”. “In un universo dove la reincarnazione è possibile e in un film dove passato, presente e futuro coesistono, la morte è solo una porta che si chiude e un’altra che si apre”, afferma l’autore David Mitchell.

Così, i conflitti che insorgono in un’epoca possono essere risolti vite dopo, le ingiustizie hanno risultati spesso sorprendenti, e gli amanti possono maturare insieme nell’arco dei secoli. “Parte del film si concentra su una grande storia d’amore che attraversa diverse vite, e noi la vediamo in singoli momenti, non tutta in una volta”, rivela Lana, riferendosi al modo in cui l’amore giovane di una coppia può crescere e influenzare le sue azioni attraverso ripetuti incontri nel tempo. “È un altro dei temi del film: l’amore può far cambiare direzione alla nostra vita in qualsiasi momento”.

Con grandi esempi di coraggio, speranza e stupore, ma anche di inganno, lotta e sconfitta “Cloud Atlas” si concentra esattamente su questi momenti. “È un progetto enorme”, dice il produttore Grant Hill, che è alla sua quarta collaborazione con i fratelli Wachowski. “C’è una tale profondità, nella psicologia dei personaggi, nella storia d’amore, nelle scene drammatiche, e ci sono anche molte scene di azione. E tutto compare su un’unica gigantesca tela”.