Micol Azzurro – A tutto campo
1 Dicembre 2017
Questione di testa
4 Dicembre 2017

By Redazione
2 Dicembre 2017

Domenica 3 dicembre all’auditorium IULM di Milano si apre la 27esima edizione del Noir in Festival, diretto da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova. Oltre agli otto film in corsa per il premio finale (dedicato a Claudio Caligari, autore de L’odore della notte) e al Premio Scerbanenco per il miglior romanzo noir, a catturare la nostra attenzione è la mostra Cinestesie. Dietro a queste opere divertenti e folli c’è la mente di Maurizio Temporin. Scrittore e regista, Temporin con le Cinestesie fonde le due parti della sua creatività in un unico fotogramma mentale. Le opere, che appaiono come vecchi manifesti cinematografici sgualciti dalle intemperie, sono locandine superstiti, pezzi unici di un museo del cinema nell’altrove assoluto. Se la storia del cinema -e ancora prima quella del mondo- fossero andate diversamente, i grandi registi sicuramente avrebbero realizzato film diversi da quelli che conosciamo. Questo è quello che raccontano le Cinestesie; scambi di ruolo tra i narratori della macchina da presa, ma soprattutto uno scorcio onirico su quel possibile che non è mai stato, uno specchio dell’immaginazione di ciascuno, in cui le storie a noi note vengono riscritte e raccontate in modo esclusivo a chi osserva.

“La possibilità di partecipare al Noir in Festival mi ha entusiasmato fin da subito, credo che sia il miglior ecosistema per delle locadine che provengono da un’altra dimensione – dice l’autore del libro Il tango delle Cattedrali. Confondere la memoria di tanti appassionati di cinema, far riscoprire grandi classici come non li hanno mai immaginati, non è un atto sovversivo: lo trovo piuttosto qualcosa di decisamente ironico, ma soprattutto un ricalcolo della realtà. Il festival Noir ci offre la possibilità di sprofondare per qualche ora in altri mondi possibili, mondi da cui le Cinestesie provengono, o forse è proprio il nostro mondo ad essere un film. Sì, è sicuramente così. Ora bisogna capire chi è il regista. Credo che le mie opere stimolino questo genere di indagine. Mark Frost, un uomo molto saggio, una volta mi disse che il mistero è l’ingrediente più importante della vita e per il seguente motivo: Il mistero crea meraviglia, che conduce alla curiosità, che a sua volta fornisce il terreno per il nostro desiderio di comprendere chi e cosa siamo in realtà.”

CINESTESIE

di Maurizio Temporin

a cura di Francesca Martire

3 / 8 dicembre 2017

IULM Open Space – Contemporary Exhibition Hall
Vernissage – 3 dicembre ore 19.30