Capitan Harlock 3D: recensione

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Capitan Harlock 3D: recensione

Capitan Harlock, il pirata spaziale, creato da Leiji Matsumoto e amato in tutto il mondo, torna sugli schermi in un film interamente realizzato in computer grafica.

La pellicola, piena di scene action, di avventura e di ritmo, si basa sull’opera originale “Capitan Harlock, pirata dello spazio” scritta da Leiji Matsumoto, leggendario autore di fumetti sci-fi, noto soprattutto per storie come “Galaxy Express 999”, che raccontano del celebre bucaniere che si ribella contro le forze governative, e si batte insieme al suo equipaggio a bordo dell’invincibile astronave Arcadia, per difendere l’umanità.

Nel 1977, la storia era diventata una serie a fumetti, mentre l’anno successivo si era trasformata in una serie tv di cartoni animati, che aveva subito riscosso un enorme successo internazionale.

Tuttavia, questo film non si limita a riportare sullo schermo Harlock. Infatti, proprio come Batman che rinasce nei panni de “Il cavaliere oscuro” o Superman che rivive in quelli de “L’uomo d’acciaio”, anche in questo caso, si tratta di una riproposizione a partire dal materiale originale, ma con connotati decisamente più innovativi, più cupi e spettacolari.

Di base, resta la struttura, ma badate bene: non è affatto l’Harlock che la generazione anni Ottanta aspettano con ansia di rivedere. Nel film, Capitan Harlock è l’unico uomo rimasto ad opporsi alla corrotta Coalizione Gaia e a cercare di impedire l’estensione del suo dominio all’intero mondo intergalattico. Deciso a vendicarsi contro coloro che hanno fatto del male, sia a lui che a tutto il genere umano, il misterioso pirata dello spazio erra nell’universo sulla sua astronave da guerra, l’Arcadia, attaccando spavaldamente e saccheggiando le navi nemiche. Il capo della flotta di Gaia, Ezra, manda suo fratello minore Logan ad infiltrarsi sull’Arcadia per uccidere Harlock. Ma Logan scoprirà presto che le cose non sempre sono come sembrano, e che dietro la nascita di una leggenda, c’è sempre una ragione valida. Harlock, allora, guiderà la sua leale ciurma in una rischiosissima missione: disfare i “nodi del tempo” e riportare la Terra a un’epoca in cui era ancora abitata dall’uomo. È l’anno 2977 e 500 miliardi di esseri umani dispersi nell’universo desiderano ardentemente fare ritorno su quel pianeta che bramano come casa. Il ribelle Harlock e la sua truppa fidata sono la sola speranza per il genere umano di poter un giorno raddrizzare tutti i torti subiti dalla Coalizione.

Così, in un mix fatto di figure oblunghe, tratti alla Matsumoto e realismo tridimensionale, l’intreccio narrativo, seppur corposo, non lascia dubbi: dalle scene delle battaglie nello spazio remoto, agli scontri diretti a bordo delle astronavi prive di forza di gravità, il ritmo e la qualità delle sequenze, visivamente stupefacenti, sono assolutamente mozzafiato.

E quello che si intuisce subito, sin dalle prime scene, è che l’atmosfera dark avvolge non solo il personaggio di Harlock, ma l’idea che rappresenta. Infatti, il cambiamento più palese riguarda proprio il capitano: è un anti-eroe ribelle visto attraverso gli occhi di Logan, la spia infiltratasi sull’Arcadia. E sequenza dopo sequenza, il pubblico si renderà conto della sua intima natura, oscura ma al contempo affascinante. È un personaggio che incarna la distruzione e il saccheggio, o invece raffigura l’ultima speranza di sopravvivenza per la Terra? Nel tentativo di scoprire la verità sul capitano, Logan si imbatterà in un incredibile segreto del passato di Harlock.

E questa volta, aspettatevi un capitano non infallibile: non un eroe senza macchia. Se nel look è rimasto identico al cartoon anni Ottanta, con la silhouette slanciata, la benda, il mantello svolazzante, la cicatrice e l’aria malinconica, l’opera cinematografica è molto più dura, maledetta e spietata.

Graficamente equilibrato, narrativamente complesso ed evocativo, simbolicamente ricco e piacevole nella visione in 3D, il film “Capitan Harlock” è portatore di una speranza, di un messaggio, di una rinascita. L’unico neo è che la pellicola è caratterizzata da un alone di freddezza che la rende più che altro un blockbuster da intrattenimento visivo, più che emotivo. Ma niente paura… Capitan Harlock, tratteggiato con uno stile fotorealistico, non ha nessuna intenzione di celarvi la sua vera natura e la profondità della sua disperazione. E forse, continuerà a restare al comando dell’invincibile Arcadia, perché la sua abilità nel guidare una nave da guerra non è seconda a nessuno.