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By Riccardo Galeazzi
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Puntualmente nel mese di maggio, Cannes, cittadina francese delle Alpi Marittime, diventa una piccola Hollywood. Sul red carpet sfilano star di ogni continente. Il Festival di Cannes è uno dei tre eventi cinematografici più seguiti dai media italiani, insieme alla notte degli Accademy Awards e alla Mostra del Cinema di Venezia. Pochi, però, conoscono la sua esatta funzione.

Spesso il festival viene confuso con una gara tra film che sperano di raggiungere il podio, ma in realtà – come dimostrato dalle opere non in competizione – è una vetrina per mostrare al mondo le novità della Settima arte. Infatti Cannes è considerato punto di riferimento mondiale dell’Arte cinematografica, seguito da Venezia, Berlino e Locarno.

Negli ultimi anni, in verità, grazie alla sua copertura mediatica, la Croisette è diventata anche il mezzo per attori, registi e autori vari di riaffacciarsi al mercato dopo un periodo di silenzio.

L’idea del Festival di Cannes risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando il ministro delle belle arti francese, Jean Zay, propose l’istituzione di un nuovo festival internazionale, estraneo alle ingerenze dei regime nazista e fascista nella scelta delle pellicole, come invece era successo in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Tuttavia, per arrivare ad una prima edizione si dovette comunque aspettare la fine della guerra, nel 1946. Quest’anno si sta svolgendo la 70esima edizione.

Il Festival di Cannes è anche una competizione. Sono due i premi principali. Al film vincitore va la Palma d’oro, simbolo della città. Al film più originale o che rivela maggiore ricerca artistica è assegnato il Grand Prix Special della giuria. Seguono poi i premi alla miglior regia, alla migliore sceneggiatura, alle miglior interpretazione maschile e femminile.

Per noi italiani la Mostra di Venezia è certamente più importante, ma non siamo estranei ai premi francesi. Anche se Cannes sembra ricordarsi di noi solo o quasi per i grandi del passato – si pensi che Marcello Mastroianni è stato l’immagine del manifesto della 67esima edizione e Claudia Cardinale di quello di quest’anno – le pellicole presentate (non necessariamente in concorso) non sono mai state meno di quattro. Quest’anno sono in tutto sei, tra le quali Fortunata, l’ultimo film di Sergio Castellitto, scritto da Margaret Mazzantini.

Tra i nostri titoli premiati negli ultimi anni ricordiamo: Mia Madre (2015) di Nanni Moretti, Le Meraviglie (2013) di Alice Rohrwacher, La Nostra vita (2010 – Elio Germano premiato come miglior attore) di Daniele Luchetti, Il Divo (2008) di Paolo Sorrentino e Gomorra (2008) di Matteo Garrone.