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By Mariella Baroli
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Ottant’anni fa usciva nelle sale il primo lungometraggio animato firmato Walt Disney Company. Biancaneve e i Sette Nani sbarca nei cinema americani il 4 febbraio 1938 e diventa in poche settimane il film sonoro ad aver guadagnato di più (4 volte più di qualunque pellicola uscita fino a quel giorno). Un progetto ambizioso, il cui inaspettato successo permette a Walt Disney di costruire gli studi a Burbank, ancora oggi quartier generale dell’azienda.

Uno dei dieci film più influenti di sempre e uno dei preferiti del noto critico Robert Ebert, l’idea di adattare la storia di Biancaneve e i Sette Nani sul grande schermo nasce nella mente di un Walt quindicenne. Ci vogliono però tre anni (dal 1934 al 1937) e 1,5 milioni di dollari, prima che la pellicola sia pronta a essere presentata alla Radio City Music Hall di New York. Il film viene chiamato dai critici “la follia di Walt Disney”. Pochi, infatti, sono convinti che il lungometraggio animato possa avere successo.

La “follia” però stupisce tutti e vince anche un Academy Award decisamente speciale. La statuetta è infatti composta da un Oscar di taglia standard accompagnato da sette miniature. Biancaneve e i Sette Nani dà il via “a una nuova forma di arte e di intrattenimento”.

Adriana Caselotti – nata a New York da genitori italiani – viene scelta da Walt per prestare la sua voce a Biancaneve. Per l’uomo sarà così importante mantenere la voce della sua prima principessa unica e speciale che per contratto Adriana non potrà più partecipare in un film che le richieda di cantare.

Si dice che l’ispirazione per il viso di Biancaneve sia Ginger Rogers, mentre Joan Crawford ha ispirato la matrigna cattiva. Le sopracciglia di sei dei sette nani sono uguali a quelle di Walt Disney. Cucciolo, il più tenero dei nanetti, è stato definito da Charlie Chaplin “il più grande comico di tutti i tempi”.