Bernardo Bertolucci: l’anima di un poeta

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By Luca Forlani
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Il cinema italiano perde il suo regista più poetico. Aveva 77 anni Bernardo Bertolucci ed ed era malato da tempo, costretto su una sedia a rotelle. Il regista premio Oscar nasce a Parma il 16 marzo del 1941, in un’Italia sconvolta dal conflitto bellico. Suo padre, Attilio Bertolucci, è un grande poeta. Si trasferisce a Roma con la famiglia a 16 anni, e inizialmente sembra percorrere le orme paterne: si scrive a Lettere e a 20 anni vince il Premio Viareggio per una sua poesia. Tuttavia, la settima arte lo folgora ben presto: è assistente di Pier Paolo Pasolini nel capolavoro Accattone. Pasolini firma soggetto e sceneggiatura del suo primo film da regista, La commare secca (1962). Successivamente si stacca dalla poetica pasoliniana per elaborarne una propria, anticonformista ma allo stesso tempo intrisa di echi letterari e musicali della sua Parma, luogo natio di Giuseppe Verdi. In tutta la filmografia di Bernardo Bertolucci è presente una matrice fortemente letteraria, ma il suo cinema resta profondamente visivo. Racconta l’ambiguità esistenziale e politica della sua generazione in film come Prima della rivoluzione (1964), Partner (1968), La strategia del ragno (1970) e Il conformista (1970). Tutti film che non ottengono un grande successo di pubblico e, spesso, dividono la critica.

La grande notorietà arriva nel 1972 con un film tanto scandaloso quanto epocale, Ultimo tango a Parigi. Il film è un omaggio del regista alla Nouvelle Vague, sua fonte d’ispirazione, e vede come protagonisti la star Marlon Brando e la sconosciuta Maria Schneider. La pellicola arriva in Italia, dopo una prima proiezione a New York, e sconvolge l’opinione pubblica: viene dapprima censurata, poi sequestrata e, infine, il regista è condannato per offesa al comune senso del pudore, colpa per la quale subisce la privazione dei diritti civili per cinque anni, fra cui il diritto di voto. Nel 1976, il suo capolavoro, Novecento, epico affresco delle campagne contadine emiliane dagli inizi del secolo alla Seconda Guerra Mondiale e si avvale di un cast stellare: Robert De Niro, Gerard Depardieu, Donald Sutherland, Burt Lancaster, Dominique Sanda, Alida Valli, Stefania Sandrelli, Romolo Valli e Francesca Bertini. Nel 1981, con La tragedia di un uomo ridicolo porta sul grande schermo un intenso Ugo Tognazzi. La consacrazione internazionale arriva con L’ultimo imperatore (1987). Vince ben due Premi Oscar, per la la miglior regia (unico nella storia del cinema italiano a riuscirci) e la miglior sceneggiatura non originale. Arrivano altri successi internazionali: Il tè nel deserto (1990) e Il piccolo Buddha (1993). Torna a girare in Italia con Io ballo da sola (1996), L’assedio (1998) e The Dreamers – I sognatori (2003) con alterni successi di pubblico e critica. È uno dei cineasti italiani ad aver diretto il maggior numero di star internazionali, eppure nel suo ultimo film, Io e te, ispirato al libro di Niccolò Ammaniti, sceglie come protagonisti due giovani esordienti: Tea Falco e Jacopo Olmi Antinori. Bernardo Bertolucci, oltre all’Oscar, ha ricevuto molti riconoscimenti: nel 2007 viene insignito del Leone d’oro alla Carriera alla Mostra internazionale del cinema di Venezia. È stato nominato anche Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’arte.

Lontano dalle luci dello spettacolo ma esempio e ispirazione per i più grandi registi italiani contemporanei, Bernardo Bertolucci nei suoi film non ha mai abbandonato quell’animo poetico che ha respirato fin da bambino. Ha saputo raccontare la Storia, rivoluzioni, amori, passioni e anche il sesso più crudo. Ha fatto grande il cinema italiano nel mondo, e per questo la sua opera resterà immortale. È così che il dolore per la perdita lascia il posto alla gratitudine per tutta l’arte e la bellezza che ci ha permesso di respirare guardando i suoi film. La speranza più forte è che una lezione d’arte di tale portata possa far germogliare un cinema italiano che torni a incantare il mondo.