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By Redazione
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In Italia sono molti i festival che promuovono il cinema. Tutti conosciamo Venezia e Roma, ma ce ne sono altri, anche di un certo peso, che pagano pegno per non essere sufficientemente mediatici. Il primo tra questi è il Bergamo Film Meeting, la cui 35esima edizione si è conclusa lo scorso 19 marzo. Il festival, nato nel 1983 per volontà del giornalista Sandro Zambetti, si propone di ricercare le tendenze innovative del cinema contemporaneo e di metterle a confronto con quelle del passato. Il BFM non è solo una competizione cinematografica, anzi, è prima di tutto un’occasione di incontro tra coloro che ancora hanno una sincera passione per l’arte cinematografica, declinata in tutti i suoi aspetti.

Durante il periodo del meeting vengono proposte proiezioni, mostre e incontri in omaggio agli autori già noti, oltre, ovviamente, alla competizione di film, documentari e cortometraggi. La scorsa rassegna si è aperta il 10 marzo con la director’s cut di Amadeus di Miloš Forman, il film del 1984 ispirato alla storia di Mozart e che ha vinto tre premi Oscar tra cui quello a Theodor Pištěk  per i migliori costumi, portati in mostra proprio quest’anno al BFM.

Per nove giorni sono stati proiettati più di 140 tra corti e lungometraggi internazionali. Il premio di miglior film è andato al francese Toril di Laurent Teyssier, un thriller appassionante che racconta di Philippe, contadino, piccolo trafficante di marijuana, che cerca di salvare il padre dalla bancarotta invischiandosi nei traffici della malavita. Il film ha ricevuto un premio del valore di 5.000 euro, somma istituita come sostegno alle produzioni che investono nei giovani autori e nel cinema indipendente e di qualità.

Il premio per il miglior documentario – 2.000 euro per valorizzare le produzioni cinematografiche indipendenti – è andato ex aequo a El charro de Toluquilla del messicano José Villalobos Romero e a Als Paul Über das meer – Quando Paul attraversò il mare del tedesco Jakob Preuss.

A cura di Riccardo Galeazzi