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By Riccardo Galeazzi
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In uscita a giugno (inizialmente previsto per il 14 febbraio, poi posticipato) Beautiful Boy, il nuovo film con Steve Carell e Timotheé Chamalet, liberamente tratto dalla storia vera di David e Nick Sheff racconta la vicenda un padre alla perenne ricerca del figlio dipendente dalla droga. Un film drammatico, in cui allo spettatore non viene risparmiato nulla. Ogni venti minuti sembra che Nick abbia tutte le buone intenzioni di rialzarsi, ma un senso di vuoto e di mancanza di scopo lo riscagliano nella dipendenza; la sua situazione peggiora di volta in volta. David, il padre, è ogni volta al fianco del figlio, pronto a perdonarlo e a ricominciare. Lo stress del fallimento e la domanda pressante su quale sia il miglior comportamento di un padre, accompagnano chi vede dall’inizio alla fine.

Beautiful Boy si appoggia su due soli personaggi. Una missione non facile in un periodo in cui, con le serie tv, siamo sempre più abituati a racconti corali con trame diverse, intrecciate sapientemente. Forse è anche per questo motivo che sembra capriolare di continuo su se stesso, infondendo talvolta una sensazione di noia. Tuttavia la capacità dei già noti Steve Carell (Una Settimana da Dio, Little Miss Sunshine, Benvenuti a Marwen) e Timotheé Chalamet (Chiamami col tuo nome, Interstellar) riempiono i vuoti d’azione. Entrambi dicono molto di più con i loro silenzi, che con tante battute. Probabilmente non sarà il leader del box office, ma Beautiful Boy è un titolo che merita almeno uno sguardo. Di film sulla droga, è vero, ce ne sono molti, ma in pochi hanno la delicatezza di questo. Una storia vera tratta dai romanzi dei veri protagonisti, entrambi vivi; aspetto, quest’ultimo, che non è da sottovalutare.