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By Riccardo Galeazzi
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Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì… Dopo la rottura del gruppo all’aeroporto di Lipsia, gli Avengers vivono per metà al servizio del governo e per l’altra nell’ombra, senza che nessuno sappia più nulla. Ma c’è una nuova minaccia per gli abitanti dell’universo: Thanos, potente tiranno spaziale, sta cercando le gemme dell’infinito, sei pietre che, insieme, possono permettere a questi di controllare il destino di tutti i pianeti. In un primo scontro, Thor cerca di fermarlo, ma fallisce. E quando Tony Stark, alias Iron man, lo scopre, capisce che è giunto il momento di chiedere aiuto al resto della squadra.

C’è un sapore retrò in questo ultimo, nuovo, capitolo dei Vendicatori. Per la prima volta il villan di turno non è mosso solo dal desiderio di potere, ma da un malato scopo umanitario – eliminare metà delle popolazioni dei pianeti, al fine di evitare la sovrappopolazione e la distruzione delle risorse necessarie alla vita (qualcosa che ci ricorda Inferno di Dan Brown) – che ha radici profonde nel suo passato. Ma Thanos è viola, muscoloso e parla perfettamente l’Americano. Se nel 1977 George Lucas era riuscito a far credere a tutti che Guerre Stellari fosse verosimile inventando dialetti e facendo indossare i respiratori ai personaggi quando essi si trovavano su altri pianeti, la Marvel ha sempre bypassato il problema, così che tutti gli eroi si intendano perfettamente e possano vivere ovunque. Certo, magari sono verdi o hanno un corno sulla testa, ma comunque tutti con un corpo dalle fattezze umane. Questo è però un aspetto che il pubblico ha deciso di accettare come un dogma, perché, in confronto alle novità che gli Avengers hanno portato sullo schermo, si può chiudere un occhio e permettersi di sognare.

Sono 19 i film che fanno da base a Infinity War, ciascuno con una trama fitta fitta e per la maggior parte slegati dagli Avengers. Una sorta di albero al contrario, i cui rami fanno riferimento a parti di immaginario lontani anni luce gli uni dagli altri, che poi convergono in un unico tronco: questo è il mondo Marvel. E se l’impresa poteva sembrare inavvicinabile fino ad alcuni anni fa, quando la Disney acquistò i diritti spendendo quattro miliardi in azioni, oggi, con più di 630 milioni di dollari incassati da Infinity War nel solo primo weekend, è chiaro che la missione è compiuta. Forse anche perché finalmente vediamo tutti i paladini riuniti insieme – un cast stellare che mai nessun altro film era riuscito a mettere insieme –  e forse  perché la trama è riuscita a rinnovarsi, andando in una direzione che non ci saremmo aspettati, che ci ha fatto soffrire tanto, ma che ci ha già dato la speranza per il futuro.

Per chi tra voi non avesse ancora visto il film, la recensione termina qui… per tutti gli impavidi che non temono spoiler, facciamo ancora qualche considerazione e con un poco di fantasia, avanziamo qualche ipotesi.

Aldilà del nuovo paladino ignoto che Nick Fury ha chiamato nella scena post titoli di coda, possiamo fare due supposizioni.

Primo: la giovane dottoressa di Wakanda era riuscita a completare l’operazione su Visione. Questi non è morto e aiuterà Tony Stark e Steve Rogers a recuperare la gemma che prima aveva in mezzo alla fronte.

Secondo: Dottor Strange aveva giurato che tra salvare Iron Man e salvare la gemma verde, certamente avrebbe scelto la seconda opzione. Perché dunque avrebbe fatto quel che ha fatto? Forse perché, nella scena in cui Strange visita tutti i futuri possibili, l’unico in cui la situazione si sarebbe volta a loro favore era proprio quello in cui cedeva a Thanos la gemma? Probabilmente sarà proprio grazie alla gemma del tempo che tutti gli eroi morti torneranno in vita. Bisogna solo avere la pazienza. La pazienza di aspettare il quarto capitolo dei Vendicatori. La pazienza che finanzia l’ultima guerra.