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By Riccardo Galeazzi
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Un successo planetario al box office. Persino le previsioni più ottimistiche sono state superate. Avengers: Endgame supera il successo di Star Wars – Il risveglio della Forza e si posiziona al primo posto della classifica dei film con il maggior incasso nel primo weekend. Era prevedibile? Assolutamente sì. Perché il finale di Infinity War aveva sorpreso tutti e lasciato tutti con l’amaro in bocca. Ma nessuno avrebbe potuto ipotizzare cosa sarebbe successo nell’ultima avventura dei Vendicatori.

Nel giro di pochissimo tempo, le menti più nerd del pianeta si sono scatenate ed è iniziata una guerra terribile. Molto più furiosa rispetto a quella contro Thanos. C’è chi osanna Endgame e lo posiziona nell’Empireo del cinema e c’è chi è pronto a brandire i forconi per farlo cancellare dalla storia. Ma, come si sa, in media stat virtus, e quindi analizziamo insieme pregi e difetti di questo film. Partiamo dai primi. È doveroso dire che Avengers: Endgame sia un film riuscito; la giusta conclusione per una saga iniziata 11 anni fa con il primo Iron Man di Jon Favreau e che rappresenta un unicum nella storia del cinema. 22 titoli sapientemente intricati tra loro hanno portato i Supereroi Marvel ad essere importanti quanto Achille, Ulisse ed Enea. Un’epopea moderna che, come nei poemi omerici, ha avuto il suo culmine nella battaglia tanto agognata dai fan: un tripudio di coreografie e di effetti speciali come Hollywood non ne aveva mai visti. Caratteristica speciale di questo ultimo capitolo è la sua componente nostalgica: di nuovo c’è qualcosa, ma, chi ha visto il film sicuramente concorderà, è il “già visto” – nella sua accezione migliore – a farla da padrone. Infine, nota non trascurabile, è vero che dura più di tre ore, ma il ritmo è quasi sempre incalzante e non si ha quella sensazione di noia che talvolta si percepiva in qualche altro titolo Marvel.

Purtroppo c’è anche qualche nota negativa; nessuno è perfetto. Consapevole o meno, uno spettatore che entra in un cinema firma un contratto virtuale denominato Patto Narrativo, ossia: “qualunque cosa accada, tu credici”. Il grosso problema di un crossover – l’unione di due o più ambienti appartenenti a universi narrativi diversi – è l’abuso di questo contratto. Dalla nascita del cinema fino ad oggi, la fiction si è resa sempre più verosimile; nel 2019 facciamo davvero una gran fatica a credere che esseri umani, alieni e Dei parlino tutti la stessa lingua e tutti reagiscano ugualmente alle stesse situazioni. Per Avengers siamo disposti anche a questo, ma almeno pretendiamo che vengano rispettate le regole del gioco: se un supereroe riesce ad attraversare lo spazio a velocità supersonica e, grazie al potere di un cubo luminoso alieno, fa esplodere una nave spaziale munita di cannoni laser, come fa ad essere messo al tappeto da un semplice cazzotto del cattivo di turno? Per non parlare del fatto che i nostri eroi sono sempre al posto giusto, nel momento giusto, anche in una arena di decine di chilometri quadrati. Una volta passa, due anche, se però poni qui la base di tutte le scelte, allora non va bene. Insomma Endgame chiede troppo.

Prima di concludere vogliamo riportare due curiose e bizzarre teorie che sono state formulate nelle ultime ore. Attenzione: se non avete ancora visto il film, non andate oltre. Ci sono due tremendi spoiler!

Primo: a ben vedere, Endgame esiste grazie all’intervento provvidenziale di un ratto che casualmente riattiva la macchina di Scott Lang e lo riporta nella realtà. Alcuni pensano che sia stato scelto un topo per festeggiare i 90 anni di Mickey Mouse, personaggio simbolo della Walt Disney, attuale proprietaria della Marvel.
Secondo: Capitan America ha commesso un errore a rimanere nel passato. Il fatto che alla fine del film sia anziano, rimescola le carte in tavola. Come avrebbe fatto, così stanco e privo di forze, a lottare contro Thanos nella battaglia? Se fosse semplicemente tornato da vecchio con la macchina del tempo, avremmo capito – ha vissuto diversi anni con la sua amata e poi ha riprogrammato il suo orologio – ma così è come se fosse sempre stato fuori dai giochi. Le possibilità sono due: o è un tremendo errore nella storia e una trovata per dare una degna conclusione a Steve Rogers si è rivelata un fallimento, o la Battaglia con Thanos sarà finita diversamente… magari senza la morte di Iron Man. Ai posteri, l’ardua sentenza.