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By Antonino Pezzo
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È il 1999 quando Angelina Jolie vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista nel film Girl, Interrupted diretto da James Mangold, adattamento del diario La ragazza interrotta della scrittrice Susanna Kaysen. Questa magistrale interpretazione non le vale solo l’ambita statuetta, ma anche la casualità di aver involontariamente coperto il personaggio della collega Winona Ryder, reale protagonista della vicenda.

L’Angelina interrotta personifica un’affascinante sociopatica, Lisa Rowe, e si intercala così tanto nel ruolo da lasciare sbigottito il pubblico: non si capisce la linea di confine tra realtà e recitazione. L’attrice e il suo personaggio si fondono in un mix letale irreversibile che crea il profilo di una ragazza dark, autolesionista, con tredici tatuaggi e la rivelazione di aver voluto essere un becchino.

La sua vita è stata cosparsa di delusioni e dolori, come la morte prematura della madre a causa di un cancro, gli atti di bullismo a scuola e le condizioni economiche estremamente difficili. Angelina è una collezionista di armi, insieme all’ex marito Brad Pitt, e prima di conoscere lui dormiva accanto alla raccolta di pugnali del suo compagno Billy Bob Thornton.

Le controversie che la riguardano, la scelta impegnativa di creare una famiglia allargata con figli naturali e figli adottivi provenienti da zone inaspettate del mondo, ci fanno intendere che avere a che fare con lei è come fare il bungee jumping. Ultima stravaganza è mangiare ragni e insetti insieme alla sua prole davanti alle telecamere della BBC.

Probabilmente Angelina stessa, quando si lancia nelle sue avventure, non sa se toccherà terra o rimarrà sospesa per aria. Forse è il suo volere.