American Hustle – L’apparenza inganna: recensione

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Il primo gennaio 2014 uscirà in Italia “American Hustle – L’apparenza inganna”, l’attesissimo nuovo lavoro firmato da David O. Russell. Dopo il successo di “The Fighter” e il pluripremiato “Il lato positivo”, l’acclamato regista americano dirige un cast di altissimo livello, che annovera attori come il Premio Oscar Christian Bale, i candidati al Premio Oscar Amy Adams, Bradley Cooper e Jeremy Renner, il Premio Oscar Jennifer Lawrence e il Premio Oscar Robert De Niro.

La pellicola racconta la storia di Irving Rosenfeld (Christian Bale), un abile truffatore, e della sua amante inglese Sydney Prosser (Amy Adams), che operano nel mondo della finanza. L’eccentrico agente dell’FBI Ritchie DiMaso (Bradley Cooper) li costringe a partecipare ad una gigantesca operazione con il nome in codice Abscam, allo scopo di smascherare truffatori, funzionari e politici corrotti. Jeremy Renner è Carmine Polito, un politico in ascesa che si trova tra due fuochi: i truffatori e i federali. La straordinaria Jennifer Lawrence è Rosalyn, la moglie di Irving, l’unica che potrebbe far cadere il castello di carte del marito. “American Hustle – L’apparenza inganna” è la storia di individui molto diversi tra loro, accomunati dal desiderio di affermarsi nella vita e pronti a tutto, senza scrupoli, mostrandosi in realtà per quello che non sono. Così, David O. Russell catapulta lo spettatore negli anni Settanta come in un vortice, unendo realtà e finzione e mettendo in scena attori brillanti e talentuosi che caratterizzano i loro personaggi in modo deciso e forte, con un montaggio che crea un susseguirsi frenetico di fatti ed eventi, che enfatizza la recitazioni a livelli vertiginoso.

Nella sua scorrevolezza e linearità, che è di fatto la cifra stilistica di David O. Russell, un regista che non fa acrobazie con la macchina da presa, il film brilla grazie a un lavoro corale certosino. Christian Bale è altezzoso, ingannevole e decisamente trasformista: ha il riporto, ed è grasso. Amy Adams è scollata, elegante e provocante al contempo. Bradley Cooper si fa i ricci con i rolli, è arrivista, ottimista e infatuato. Jeremy Renner è un politico in ascesa e ha un’acconciatura a dir poco vaporosa, un po’ alla Elvis. Jennifer Lawrence ha una pettinatura raccolta e gonfia, è impertinente e indossa abiti volutamente eccessivi. Così, con questi grandiosi look, gli attori, in perfetto stile Seventies, trasportano il pubblico nell’atmosfera degli anni della disco-music, e tutto per narrare l’operazione Abscam, messa a punto dall’Fbi nel 1970, per contrastare la corruzione utilizzando una squadra di agenti e truffatori professionisti.

L’unica pecca del film è la lunghezza eccessiva (2 ore e 15 minuti), ma è indiscusso il fatto che “American Hustle – L’apparenza inganna” è una pellicola ben riuscita: una storia di truffe, di doppi giochi, di femme fatale, di politici onesti e corrotti, di poliziotti frenetici, di tradimenti, di mafia, di affari sporchi e di amore. Drammatico e al tempo stesso sopra le righe, il film offre echi di “Donnie Brasco” e un cenno al cinema di Scorsese. Insomma, in “American Hustle – L’apparenza inganna” c’è tutto il gusto per il film di genere, con tanto di love story complicata, vena comica, dramma familiare e un pizzico di gangster movie.

Plasmando volti e corpi, modificando look, trasformando identità, variando costumi e spaziando tra lo chic e il kitsch dei migliori anni Settanta, “American Hustle – L’apparenza inganna” offre al pubblico un’esperienza dinamica: un tuffo nel passato, fatto di sonorità vintage. Infatti, la pellicola riuscita, fonde perfettamente reale e fiction, grazie alla maestria dei reparti tecnici e artistici, ed ha il pregio di ricreare nel minimo dettaglio le atmosfere retrò del periodo, sullo sfondo di uno degli scandali più beceri che scosse gli Stati Uniti d’America. Girato nello stato del Massachusetts, nei dintorni di Boston,“American Hustle – L’apparenza inganna”, sorprenderà il pubblico anche per un altro motivo: va al di là dei generi, facendo leva su emozioni forti e questioni di vita o di morte.