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By Riccardo Galeazzi
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Ormai è deciso: sarà A Ciambra a rappresentare l’Italia alla cerimonia degli Oscar 2018, precisamente nella categoria Miglior film straniero. A Ciambra è la seconda opera del giovane regista italoamericano Jonas Carpignano, il quale ha scritto e diretto la storia del quattordicenne Pio Amato. Pio vive nella periferia di Gioia Tauro, in una comunità rom povera e bistrattata. La sua missione è diventare grande il prima possibile e ad aiutarlo c’è il fratello maggiore, Cosimo. Quando Cosimo scompare improvvisamente Pio viene investito di tutte le responsabilità del fratello. Ma le cose per lui vanno nella direzione sbagliata e Pio dovrà tentare di stare in piedi da solo, spesso costretto a venire a patti con l‘illegalità.

Jonas Carpignano ha incontrato i protagonisti di questa storia per volere del destino. Sette anni fa si trovava a Gioia Tauro per girare alcune scene di un film quando gli rubarono la macchina. Il giovane regista racconta che se a Gioia Tauro subisci un furto devi andare dagli zingari. E lui ci è andato. Colpito dall’energia di una comunità che vive ai margini della società decise di fare di questa il cuore pulsante di un cortometraggio, Mediterranea, grande successo al 72° Festival di Cannes. Mentre si svolgevano le audizioni per il corto, rimase affascinato da un dodicenne in giacca di pelle che gli chiese una sigaretta. Era Pio e su di lui penso di scrivere una storia. Storia diventata sceneggiatura, finita in seguito nelle mani di uno dei più grandi registi di Hollywood, Martin Scorsese. Scorsese si dimostrò da subito interessato al film, tanto da voler contribuire di tasca propria alla produzione. Sebbene non si sia mai recato sul set il regista de The Wolf of Wall Street ha dato in sede di montaggio una serie di dritte a Carpignano per far sì che il tutto risultasse più fluido. Sul manifesto del film, Martin Scorsese viene accreditato come produttore esecutivo.

A Ciambra è stato un successo all’ultimo Festival di Cannes, ma è stato altresì considerato un film così poco appetibile che la stampa non l’ha tenuto in gran considerazione. Quasi nessuno ha parlato di questo titolo, tanto che solo le cosiddette sale di nicchia lo hanno richiesto dopo la sua uscita datata 31 Agosto. Ancora non sappiamo come l’Academy interpreterà il nostro titolo di bandiera. Se si esclude La Grande Bellezza i film italiani degli ultimi decenni non sono neanche entrati nella rosa dei finalisti agli Oscar (lo scorso anno Fuoccoammare di Gianfranco Rosi sfiorò l’Oscar nella categoria Miglior Documentario). È altrettanto vero però che Scorsese è uno degli esponenti del cinema americano e, se si è dimostrato interessato lui, perché non dovrebbero farlo altri?