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Promettimi. Promettimi che sceglierai di amare. Che quando avrai la possibilità di amare e un’altra possibilità qualsiasi tu amerai. Che quando ti sembrerà che amare sia inconcludente tu amerai. Che quando avrai l’impressione che amare possa ferire tu amerai. Che quando avrai la certezza che amare sia una pessima scelta tu amerai. Che quando sarà possibile amare tu amerai. Che avrai la capacità di comprendere che quando starai per morire le prime quattro immagini che ti passeranno davanti agli occhi saranno d’amore, e anche le seconde quattro, e le terze e le quarte e le quinte e tutte le immagini che potrai vedere prima di morire saranno d’amore e lo saranno sempre. Promettimi. Promettimi che non prometterai mai niente a nessuno. Tanto meno a me, che avevo promesso di non sentire il bisogno di nessuno e invece adesso ti amo.”

Sono solo alcune righe tratte dal nuovo libro di Pedro Chagas Freitas. Un libro dal titolo che colpisce e fa riflettere: Prometto di perdere. Arrivato nelle librerie dopo il suo primo grande successo, –Prometto di sbagliare-, ecco arrivata questa nuova promessa, ancora una volta che colpisce dritta allo stomaco come un pugno. Perché con Freitas le promesse non sono le solite belle promesse che siamo abituati a sentire e a dire, come quella di amarsi per sempre e di non ferirsi. Le sue sono promesse più dure, forse a primo impatto troppo dure. Ma se le prime sono promesse che tutti fanno presi dall’amore ma che nessuno può mantenere, queste, per la prima volta, sono promesse che tutti possono fare davvero. Prometto di perdere è un libro che ancora una volta indaga i sentimenti. Parla di un amore folle, tra due sconosciuti che forse non sono poi così sconosciuti. Due persone che pensano di conoscersi per la prima volta in mezzo ad una strada, ma che forse sono legati da qualcosa di più profondo.

Si tratta di un libro dove il protagonista fa alla ragazza l’unica promessa che si può mantenere, quella di perdere, di fare scelte sbagliate. Ma quello che le promette è che perdersi è possibile, ma non è possibile perdere il rispetto. Che i suoi errori e le sue cadute, non lo porteranno mai all’idea di rinunciare al suo amore per lei, di andare troppo oltre, di superare il limite. Perché qui, la vera promessa, ammettendo che perderà, è quindi, soprattutto, quella di continuare a voler costruire con lei e per lei, perché costruire è la vera sfida di oggi. Promettere di sbagliare non diventa, quindi, un chiedere scusa prima ancora di far del male, come se far male all’altro sia l’unica cosa possibile, sia inevitabile. Intende piuttosto essere un chiedere scusa perché a volte si fa male all’altro senza accorgersi e per questo l’altro merita di sentirsi questa, come unica promessa possibile. Perché promettere è facile, ma mantenere diventa difficile. E se per apparire perfetti si promette l’impossibile, a lungo andare la perfezione lascerà il posto alla delusione. Perché l’amore non ha nulla a che vedere con la perfezione, perché nessuno è perfetto. E non dobbiamo pretendere dall’amore la perfezione, perché l’amore è semplicemente amore. Ma non possiamo nemmeno promettere ciò che non sappiamo di poter mantenere, perché neanche la delusione ha a che vedere con l’amore. E allora, l’unica promessa che si deve fare è quindi questa. Perché se l’amore è una promessa, dopo quella di sbagliare, è la promessa di perdere. Perdere la strada ma non l’amore. Per essere sinceri e non deludere. Perché perdersi è lecito, ma il rispetto è alla base dell’amore. E perdere quello no, non fa parte di questa promessa.