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By Lorenzo Sabatini
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Cosa sarebbe la scrittura senza il libro? Praticamente impossibile immaginarla senza questo prezioso formato di supporto. Il termine libro ha origini latine, dal sostantivo liber e stava ad indicare la parte interna della corteccia dell’albero, in altre parole il foglio. Raccontando la storia della scrittura segnaliamo un primo avvenimento epocale, ovvero quello dell’invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo d.C. che ha dato il via alla civiltà della carta stampata.

Dapprima, presso i popoli dell’antichità, abbiamo osservato il susseguirsi dell’uso di diversi supporti per la scrittura. Da sempre l’essere umano ha infatti avvertito la necessità di trasmettere per mezzo di un formato il proprio pensiero. I sumeri scrivevano su tavolette di argilla e gli egiziani sui papiri, giusto per citare due esempi. I monasteri, dalla caduta dell’Impero romano fino al Medioevo, hanno ricoperto un ruolo fondamentale per la trasmissione dei testi scritti: essi erano infatti dotati di scriptorium, sale appositamente strutturate per l’atto di copiare e illustrare i testi antichi. Nella metà del Quattrocento, come precedentemente menzionato, l’evento epocale: Johannes Gutenberg, un tipografo e orafo tedesco, introduce la tecnica della stampa moderna in Europa. La stampa della Bibbia a 42 linee, il primo libro su cui Gutenberg investì e compose in caratteri gotici, venne ultimata nel 1455 e fu messa in vendita a Francoforte. L’edizione, di cui vennero realizzate 180 copie, suscitò immediato entusiasmo per la qualità tipografica. I caratteri mobili ottenuti in rilievo da una matrice e l’inchiostro per essi era finalmente stati inventati. Aldo Manuzio, tipografo veneziano, nel Cinquecento, inventò poi il formato tascabile. Con il fiorire delle Università nacquero nuovi generi di letteratura (non più solamente quella religiosa) e con la diminuzione dell’analfabetismo anche i giornali iniziarono ad avere una buona diffusione.

Questa è sinteticamente la storia del libro. Ma non è finita qua, perché recentemente è stato presentato un nuovo supporto per la lettura, di natura elettronica. Nasce l’e-book. Lanciato nel 1971 dal Progetto Gutenberg, fortemente voluto da Michael S.Hart, negli anni Duemila esso è divenuto una realtà di diffusione di scrittura la cui presenza è destinata ad aumentare nelle nostre vite quotidiane. I testi sono adesso multimediali, la lettura diventa interattiva e nello spazio fisico di un tablet può essere contenuta una sostanziosa quantità di libri. Ma non tutto si fermerà agli e-book, la tecnologia viaggia a ritmi assai veloci, e già si inizia a parlare di realtà virtuale applicata alla lettura. In un futuro non troppo lontano potremo vivere esperienze in 3D ed essere al tempo stesso lettori e autori dei nostri virtual book, sviluppando la trama a nostro piacimento. Ma siamo veramente pronti per un passo del genere? Il rumore delle pagine che cambiano volto e parole, la carta stampata che corre sotto le dita, il profumo dei libri nuovi e di quelli rimasti a prendere polvere sulle mensole delle nostre case. Difficile pensare che ci si possa dividere da tutto questo. Ciò che certamente è rimasto immutato da secoli è il piacere dell’uomo per la lettura, cosa di cui, a prescindere dal formato applicato, non ci stancheremo mai.