Federico Tavola: Focalizzare l’attenzione, stimolando riflessioni indipendenti

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Federico Tavola classe 1976 nasce a Lecco, ma vive e lavora a Milano.

Prima di conocere Federico Tavola, come scrittore, mi sono imbattuto sul profilo facebook di Leonardo Lorenzi, non capivo se fosse un personaggio reale o virtuale. Incuriosito, ho acquistato il primo libro di Federico Che bella vita e ho scoperto che il protagonista era proprio Lorenzi. Non contento ho contattato Federico Tavola chiedendogli:

Chi è Leonardo Lorenzi?

È un eroe contemporaneo. Incarna l’eroe dal mio punto di vista. È la proiezione di ciò che vorrei essere, ma diventa complicato nella vita reale, lo faccio fare a lui nella finzione.

Leonardo ha scelto Federico o Federico ha scelto Leonardo?

Ci siamo scelti.
Spesso mi chiedono se sono più Leonardo o più Max (assistente di Leonardo), ogni personaggio è l’espressione di una parte di me.

Riesci a tenerli a bada i tuoi personaggi?

Fortunatamente loro fanno quello che dico io.
C’è da dire, dopo un po’ di convivenza, i miei personaggi prendono forma e hanno per certi versi vita propria. Quando nasce un nuovo personaggio è lui che mi indica la strada. I personaggi credo nascano con una funzione narrativa precisa, quando poi il personaggio principale prende forma è difficile, come autore di un libro successivo, modificarlo più di tanto quindi diventa un personaggio indipendente.

“Che bella vita” è il primo romanzo di Federico, originale sia nei contenuti che nell’esposizione, di fatti riesce a descrivere al suo interno una complessa trama, spiegata con leggerezza, risultando comprensibile a tutti, divertente al tempo stesso, pur trattando temi molto seri, come del resto “Ucciderai corrotti e infedeli” secondo romanzo. Questo grazie ai tanti anni di studio (si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano, dove per diversi anni svolge attività di ricerca nel campo della Fisica Medica e dove continua ad insegnare) e alle sue conoscenze scientifiche.

Federico Tavola ha saputo toccare temi importanti lanciando messaggi di grande attualità come lo sviluppo sostenibile e l’utilizzo di energie alternative, ma ha saputo anche toccare argomenti legati alla crisi economica, la situazione politica in Lombardia e in generale in Italia.

Diciamo che hai indovinato la formula giusta: suspense, divertimento, informazioni precise, corrette e dettagliate. Thriller, scienza e politica qual è il tema che ti affascina di più?

Scienza, per formazione. Uso moltissimo le competenze scientifiche acquisite sul lavoro.
Vedo la scienza in modo ampio, non necessariamente ridotta alla fisica, matematica, chimica o biologia. Ma una metodologia di studio e analisi del contesto in cui siamo, sia la natura sia l’essere umano che lo abita. Sono tutti metodi che vanno a decodificare un sistema complesso.

Che bella vita e Ucciderai corrotti e infedeli, per chi non li avesse letti, come li definiresti?

Thriller scientifici, anche se a me piace definirli romanzi.
Poi ci sta una sottocategoria, alla fine è marketing e bisogna pur collocare un libro all’interno di uno scaffale.
Gialli? No, non lo sono visto che toccano varie tematiche. L’investigazione è un espediente letterario per parlare di altri temi.
Noir? Vuol dire tutto e niente.

“… Vengono sempre demonizzati i trasporti come se fossero la causa principale dei gas serra, dell’inquinamento atmosferico etc. e ti ritrovi a non poter usare l’auto la domenica o cazzate del genere. Ma la zona di Milano e Brianza è una delle più inquinate del mondo mica per le automobili. Lo è per le industrie, gli inceneritori e chi più ne ha più ne metta. Però è a te che tolgono la macchina per abbassare le percentuali di polveri sottili.
Oppure, lo sai che gli allevamenti di animali sono responsabili di circa il 20% della produzione di CO², che è maggiore di quella prodotta dai trasporti, e che sempre gli allevamenti sono responsabili della produzione di circa il 40% del metano dovuto ad attività umane?”

“Aspetta fammi capire. Mi stai dicendo che la scoreggia di una mucca inquina di più di un Porsche Cayenne?!”

“Se ne sommi un po’ direi proprio di sì.”

“Questo però non lo dice nessuno.”

“Non è vero. Non ti sto facendo rivelazioni segrete o simili. Sono cose risapute e anche divulgate sui giornali, ma la risonanza è diversa e quindi la percezione della gente cambia notevolmente…”

Un libro nasce anche per intrattenere il lettore, ma dopo questo passaggio tratto da Che bella vita, ti chiedo da cosa e verso cosa vuoi spostare l’attenzione?

Intrattenere o distrarre?
C’è una grossa differenza tra un libro concepito per intrattenere e un libro concepito per stimolare delle reazioni, giusto per rompere le scatole.
L’attenzione la voglio focalizzare, stimolando, delle riflessioni indipendenti su temi che ritengo fondamentali, tematiche che spesso e volentieri non vengono trattate, specie in Italia.
Non ho la presunzione né l’arroganza di dire al lettore cosa dovrebbe pensare rispetto ad un certo tema, che sia sviluppo ecosostenibile, nucleare o sociale…
Poi c’è chi scrive per intrattenere il lettore creando solo un prodotto commerciale e non ci vedo nulla di negativo da un punto di vista di valore.

Come nasce un tuo romanzo?

Da una necessità personale. Un’espressione.
Non nasce per assecondare il lettore, nasce per rompergli le scatole.
Per espressione intendo esattamente il significato della parola, una pressione interna che devo liberare, fino a quando non mi ricarico e devo riesprimermi.

Cosa significa oggi essere uno scrittore?

Avere pazienza, determinazione e perseguire quello in cui si crede, sarà banale ma è così. Siamo abituati troppo facilmente ad aspettarci di avere un risultato subito. Subito e tutto.
Ci vuole pazienza.

L’ultimo libro che hai letto lo consiglieresti?

Si però costa tantissimo, quindi opto per il penultimo In Patagonia di Chatwin Bruce.
L’avevo letto prima di andare in Patagonia e mi aveva affascinato. Adesso l’ho riletto dopo esserci stato e mi affascina ancor di più.

Pubblicato nel 1977, come opera prima, “In Patagonia” appartiene alla specie, oggi rarissima, dei libri che provocano una sorta di innamoramento. La Patagonia di Chatwin diventa, per chiunque si appassioni a questo libro, un luogo che mancava alla propria geografia personale e di cui avvertiva segretamente il bisogno.

Un libro che avresti voluto scrivere?

Sopra eroi e tombe di Ernesto Sabato.

Riflessione spietata sulla storia argentina contemporanea, con riferimenti implacabili alle grandi epopee del passato. Ma è anche una riflessione verso considerazioni universali sulle incognite di cui è intessuta la condizione umana. Lo consiglio anch’io, da leggere sicuramente.

Uno scrittore di riferimento del passato e uno del presente?

Ernesto Sabato o Victor Hugo del passato.
Jonathan Franzen del presente.

Oggi la letteratura italiana in quale direzione sta andando?

Produrre telefilm…

Ops… con questa tua risposta posso evitare di farti la mia ultima domanda…

Dai voglio essere una persona positiva, diciamo che sta volgendo verso un cambiamento dopo un periodo moscio, mettiamola così.

Quando il tuo prossimo romanzo?

Presto, l’ho finito e lo stanno valutando diversi editori. Non più con la Mursia.

Protagonista sempre Leonardo Lorenzi?

No. È un classicone ambientato nei primi del ‘900.
Lavoro molto ambizioso (non che i primi due non lo fossero). Ho passato 3 anni molto intensi. Sono molto soddisfatto.

Prima di salutarti ti volevo fare quest’ultima domana alla quale mi hai già dato una risposta.
Ti piacerebbe vedere in TV una serie con protagonista Lorenzi?

Dipende. Si, ma dipende chi la realizza. Venderei un mio romanzo solo a chi lo realizzerà con qualità. La qualità deve essere un vincolo. Non me ne frega niente dei soldi.
Sono io il mio libro, è la mia vita e non la sputtano tanto facilmente.

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Federico Tavola è sicuramente uno dei miei scrittori preferiti, perché ama andare contro corrente. Non ambisce alla notorietà, in quanto ha una visione etica della scrittura.
Federico non vuole essere considerato né simpatico né bello (ma simpatico e bello lo è, ma è anche dannatamente intelligente).
Per Federico, il suo libro deve interessare al lettore, non l’autore.
Il libro è importante.
Se l’autore si chiama Mario Bianchi o Giulio Vattelapesca, chissenefrega. Se scrivi libri devi essere uno scrittore, se non fai lo showman o qualcos’altro, se no tutto viene svilito, secondo Federico, e se ti svilisci è controproducente.

Noi di StarsSystem non vogliamo assolutamente che Federico si svilisca perché abbiamo bisogno di romanzi scientifici come solo lui sa scrivere.

Non ci credete?… leggete un suo libro e poi fateci sapere.