Il Piccolo Principe – ANALISI
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Ogni giorno sul web scopriamo talenti non solo in campo musicale, grazie ai video postati su youtube, ma anche tanti bravi scrittori (troppo spesso abbandonati dagli editori) i quali si scoprono imprenditori di se stessi.

ravasio_4È il caso di Elvio Ravasio classe 1964 nato a Lecco, ma vive e lavora a Milano.

«Lo spirito imprenditoriale non mi manca – ci racconta Elvio davanti ad una tazza di caffè – creo eventi, faccio presentazioni, vado in giro per l’Italia, mi sbatto e vengo ripagato con le vendite dei miei libri»

Di fatti Elvio, ad oggi, ha venduto più di 3500 copie. Non solo, i suoi libri sono stati tradotti in Inglese e all’estero, grazie agli ebook, piacciono moltissimo.

«Ultimamente ho scoperto le Fiere aggiunge Elvio – in queste occasioni intere famiglie si interessano ai miei libri. Per questo motivo ho deciso di partire direttamente dalla gente, affidandomi al passaparola»

Ed è proprio il famoso passaparola che lo ha portato fino a noi.
Incuriositi abbiamo letto il suo primo libro.

«I guerrieri d’argento l’ho scritto di getto, senza pensarci perché nato per far appassionare mia figlia alla lettura»

“Arkàdon si materializzò al centro del chiarore,
la sua figura imponente e austera si stagliava nel buio che lo circondava.
Il tempo sembrò fermarsi
senza alzare il capo pronunciò con tono profondo una cantilena
in una lingua ai Cèldi sconosciuta”

Tutto ebbe inizio…

«Questo mio primo libro – ammette candidamente Elvio – potrebbe avere delle lacune, mi ero talmente appassionato ai personaggi che ho deciso di proseguire l’avventura (studiando e documentandomi) creando un mondo tutto mio al quale ho dato vita»

Ed è nata così la saga di Elvio Ravasio composta da: I guerrieri d’argento, Altèra, Ombre dal passato e Kiria.

Quando nasce la tua passione per il Fantasy?

Da sempre. Anche se un’età precisa non saprei stabilirla. Tra l’altro ho cominciato a leggere tardi, dopo il liceo, prima ero un appassionato lettore di fumetti. Da lì il passo è stato breve.

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Un libro che ti ha appassionato durante la tua crescita verso il fantasy?

La saga di Eymerich di Valerio Evangelisti.

Un libro fantasy che consiglieresti?

Qui dipende molto dal periodo.
Ven’anni fa ti avrei detto La bussola d’oro.
Quindici anni fa La spada di Shannara e Il Signore degli anelli.
Dieci anni fa Eymerich.
Sette anni fa tutti i libri sui Maghi di Trudi Canavan.
Cinque anni fa la saga La Torre Nera di Stephen King.
Quest’anno un libro che mi ha lasciato davvero il segno e credo che tutti dovrebbero leggere è La signora delle camelie di Dumas figlio.
Come vedi non è semplice, ogni libro appartiene al periodo in cui lo si legge, crescendo si cambiano i gusti e le percezione in tutte le sue componenti.

“Non sai mai quanto sei forte
finché essere forte
è l’unica scelta che hai”

L’avventura continua…

Cos’ha di particolare la tua saga rispetto a quelle classiche?

Per prima cosa ho tolto tutte le popolazioni tipiche del fantasy, pur essendo una saga fantasy non ci sono nani, elfi e orchi. Poi ho eliminato tutti i riferimenti alla realtà non ci sono le unità di misura che conosciamo e nessun animale terrestre. Tutto è inventato per far sì che il lettore si possa immergere in un mondo fantastico, senza avere nessun appiglio alla realtà e che lo estraniasse dalla storia.
Ho cercato di invogliare il lettore a leggere, infondergli voglia di avventura e di vivere altre vite oltre la propria

Credi di esserci riuscito?

Non sta me dirlo…

Come invogliare un lettore ad avvicinarsi alla tua saga?

In primis ti deve piacere il genere fantasy, ma soprattutto non ti devi imporre delle regole con il fantasy.

“Ora aveva la piena consapevolezza
di cosa fosse la paura”

… non finisce mica qui

Il fantasy è un genere letterario, molto avventuroso, i cui elementi dominanti sono la magia e le creature mitologiche.
Nell’immaginario collettivo è un genere che appassiona i giovani/giovanissimi e visto uno dei, oserei dire, ambiziosi obiettivi di Elvio è quello di invogliare a leggere.

La senti questa “responsabilità”, di indurre molti di questi giovanissimi ad appassionarsi alla lettura?

Sono molto felice di sapere che molti adolescenti oggi, forse anche grazie ai miei libri, possano diventare domani, appassionati lettori. Ma non la vivo come una responsabili.

A scuola molti professori, purtroppo, ti inducono a non appassionarti alla lettura!

Perché ti obbligano a leggere un libro che non ti interessa. Non tutti sanno insegnare. Puoi essere preparato fin che vuoi, ma l’insegnamento è un dono ci devi nascere e molti, specie nelle scuole dell’obbligo (non voglio inimicarmi nessuno), ho come la sensazione che siano là giusto per…

Però è proprio all’interno di una scuola che hai riscosso un personale successo?

A Capua vicino Napoli.
Ecco un esempio che mi smentisce; professori appassionati i quali invitano nella propria scuola scrittori e non solo (musicisti e artisti di ogni genere), per indicare ai propri ragazzi la loro futura strada.

Perché ti invitarono?

Per un concorso letterario, e mi trovai di fronte 250 studenti con i miei libri in mano. È stata un’esperienza fantastica e questo grazie ai loro insegnati. Se trovi, nel tuo percorso di crescita, professori così, hai fatto Bingo.

Fa specie che iniziative così le realizzano piccole città di provincia. Se anche le grandi metropoli facessero la stessa cosa non sarebbe male per i nostri ragazzi.
Ma torniamo al fantasy se no apriremmo una discussione senza una fine, per quanto riguarda la scuola italiana.

Convieni con me che il genere Fantasy è letteratura per ragazzi?

Ni.
È vero, scrivo per ragazzi anche se una bella storia non ha età. Secondo me è sbagliato etichettare il genere fantasy come letteratura per ragazzi, molti più adulti dovrebbero leggere più fantasy. Forse è ora di sdoganare il fantasy, e grazie al cinema si ottengono ottimi risultati se pensiamo a Il Signore degli anelli e non solo.

Hai citato i fumetti, adesso parli di cinema, ambedue molto visive come arti. Quant’è importante l’immagine quando scrivi?

Quando scrivo, scrivo per immagini, vedo le immagini scorrere davanti a me. Vedo prima la scena e poi la descrivo. In ogni mio libro ci sono di media 7 o 8 illustrazioni realizzate da Fabio Porfidia scelta fortemente voluta dal sottoscritto proprio perché appassionato di fumetti. Una volta terminato il libro, mi mancava la parte visiva. Volevo che il lettore vedesse, con i miei occhi, quello che mi immaginavo: i personaggi, le ambientazioni, le città, le battaglie e in queste illustrazioni c’è un po’ di tutto.

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Ti piacerebbe realizzare un film, o una serie, tratta dalla tua saga?

Mi piacerebbe sì, ma in Italia?!?!

Effettivamente non siamo molto bravi in questo genere di operazioni. Però semmai un produttore volesse realizzare un film, o una serie, vi possiamo anticipare che c’è già scritto o meglio descritto tutto, quanto meno le azioni.

Quali accuse ti vengono mosse, se ce ne sono, alle quali vuoi dare una risposta?

Più che “accuse” critiche.

Una critica che non condividi?

Sicuramente quelle non costruttive. In internet ne ho lette parecchie ma sono critiche senza alcuna ragione, senza dare un valore alla critica. Quelle critiche non mi servono.

“Il mio tempo è giunto alla fine,
ma non me ne andrò
senza che conosciate come si svolsero i fatti…”

The End

Hai parlato di internet. Il ruolo dei social, nel fantasy, aiuta?

Io sono su tutti i tipi di social possibili e immaginabili, ma non trovo un grande riscontro. Posso dire che grazie ai social e internet ho più riscontro all’estero; America, Australia e Argentina…

Quali sono le difficoltà nel pubblicare un libro fantasy in Italia?

Tante.
Le case editrici grosse non ti filano. Ti devi affidare ad una piccola casa editrice, ma seria, possibilmente non a pagamento e che creda in te.

Hai mai pagato per essere pubblicato?

Mai.

Però le piccole case editrici hanno piccoli budget.

È vero ed è per questo motivo che fanno pochissima, quasi nulla, promozione né creano eventi. Da una parte posso anche capirle, non rientrano nei costi in quanto non prendono le sovvenzioni che prendono le grandi case editrici. Non hanno soldi, gli introiti sono minimi e se devono investire anche nella promozioni vanno in perdita.

C’è meritocrazia in Italia?

(sorride)
Pochissima. Prima vengono le amicizie e le conoscenze.
Leggo tantissimi libri di scrittori emergenti che non hanno niente da invidiare alle grandi firme, ma non se li fila nessuno. Oggi in Italia se non hai un nome straniero, se non hai la giusta conoscenza, rimani lì.

Un libro che avresti voluto scrivere?

Bisognerebbe aggiungere alla tua domanda il motivo. Se per soldi, sicuramente Harry Potter. Per bellezza narrativa, Il Signore degli anelli ma ce ne sarebbero tantissimi che avrei voluto scrivere.

Un autore di riferimento che ti ha condizionato?

Ray Bradbury, Stephen King (anche se non sono fantasy i suoi libri), in parte Tolkien.
In generale molti mi hanno lasciato qualcosa. Uno di riferimento di preciso non c’è.

Un consiglio ad uno scrittore emergente di fantasy?

Tanta passione e masochismo.

Visto il tuo “masochismo”, prossimamente…

Sto lavorando al mio primo libro con un inizio ed una fine, chiaramente fantasy più Urban Fantasy. Libro ambientato in due epoche diverse: quella Vittoriana della metà ‘800 e nel 2002 con protagonista un Mago “condannato” a reincarnarsi sempre in un’altra persona.

Vi lasciamo con una bellissima frase di Winston Churchill, frase che Elvio Ravasio tiene sempre a mente e noi di StarsSystem vogliamo condividerla con Voi:

“il successo
è l’abilità di passare da un insuccesso all’altro
senza perdere l’entusiasmo”

E di entusiasmo Elvio, e molti scrittori emergenti italiani, ne hanno da vendere.

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