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By Mariella Baroli
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Era il 1941 quando, in un appartamento di Stoccolma, la piccola Karin Lindgren si ammalava di polmonite. Costretta a stare a letto – situazione terribile per qualsiasi bambino – per alleviare la sua tristezza, la mamma aveva iniziato a raccontarle delle storie. Astrid Lindgren, così si chiamava la donna, si era inventata un personaggio tutto suo. Una ragazzina dai capelli rossi, portati sempre in due trecce, che si cacciava in un mare di guai. La storie di questa Pippi erano così coinvolgenti che presto cugini e amici avevano iniziato a chiedere che Astrid raccontasse altre avventure. Solo cinque anni dopo, quello che era nato come un regalo per la sua bambina era diventato un libro vero e proprio. Pippi Calzelunghe aveva cambiato per sempre la vita di Astrid e la sua famiglia ed era diventato uno dei libri per bambini più amati al mondo. I più piccoli erano entusiasti di questa eroina di nove anni che viveva da sola con un cavallo, una scimmietta e un topolino e che passava il tempo tra un’avventura e l’altra, sempre con il sorriso e infischiandosene delle regole.

Pippi nasce in un periodo in cui la guerra ha distrutto le speranze di uomini e donne in giro per il mondo e questa bambina dai capelli rossi è in qualche modo riuscita a restituire il sorriso a milioni di persone. La sua creatrice sa bene cosa significhi una vita piena di difficoltà. Nonostante la sua infanzia fosse stata felice, passata a giocare nella fattoria di famiglia, un’inaspettata gravidanza all’età di 17 la trasporta improvvisamente nell’età adulta. Il padre del figlio è il proprietario 50enne del giornale per cui lavora ed è un uomo sposato. Astrid si trova quindi sola, incapace di prendersi cura del suo bambino – Lars – che per tre anni viene affidato alle cure di una famiglia di Stoccolma. È solo nel 1931, dopo il matrimonio con il collega Sture Lindgren che Astrid riesce a crearsi una famiglia. Dall’unione, tre anni dopo nasce Karin, la bambina che quasi per caso la porterà a creare l’opera per cui ancora oggi è famosa in tutto il mondo.

Pippi Calzelunghe è un classico che – anche grazie alle sue trasposizioni televisive – continua ad acquistare nuovi ammiratori (per la maggior parte adulti). Rappresenta la realizzazione di tutti i nostri desideri e ci insegna che bisogna essere sempre buoni e onesti con il prossimo. Per quanto pazza e fuori dalla regole, Pippi non tratta mai nessuno con arroganza, rivendicando però allo stesso tempo il suo diritto a essere libera. Astrid Lindgren si è spenta nel 2002, all’età di 94 anni, superando negli anni la scomparsa di gran parte dei suoi amici e dell’amore della sua vita, Sture. Nell’ultima storia di Pippi la vediamo seduta davanti a una finestra, mentre ci dà l’ultimo saluto spegnendo una candela e sparendo nell’ombra. Ma nelle parole della sua eroina ci lascia un ultimo messaggio di speranza, come solo lei sa fare: “Non vi preoccupate per me, alla fine me la cavo sempre”.