Andrea G. Pinketts: Un duro con un cuore fragile come una meringa

Elena Barolo
12 novembre 2015
Il Ghosting, quando l’amore sparisce improvvisamente
15 novembre 2015

Andrea G. Pinketts alias Andrea Giovanni Pinchetti, classe 1961.
Vive e lavora nella sua città natale Milano; scrittore, drammaturgo e opinionista. Alterna la carriera di scrittore a quella di giornalista investigativo, autore di molti romanzi in bilico tra noir e grottesco, molti incentrati sulla figura di Lazzaro Santandrea suo alter ego e protagonista di bizzarre avventure a Milano.

pinketts_1Nel 1986 è testimonial per una campagna pubblicitaria per Armani.
Vincitore di numerosi premi letterari. I suoi libri sono tradotti in diversi Paesi.
Una passione sfrenata per le cattive compagnie, i bar equivoci, i sigari, le donne e… Milano.

Partiamo da Milano. Sei uno dei scrittori che descrive e vive meglio la nostra città. Quali sono gli anni che preferisci ricordare di Milano?

Gli anni ‘80 forse perché erano anni di plastica. Mentre gli anni ’90, con Tangentopoli (parlo chiaramente di Milano), hanno visto liquefarsi questa plastica e sono rimaste le conseguenze.
Secondo me è molto interessante raccontare la liquefazione della plastica. Come è bello raccontare il bello, è bello raccontare qualcosa di brutto.
Perché è bello raccontare.

Non esisterebbe un arcobaleno senza un diluvio

Quanto ti piace, se ti piace ancora, Milano?

Continua a piacermi, nonostante tutto.
È una città fondamentalmente Europea e nello stesso tempo mediterranea. Un tempo si diceva fosse una piccola New York e Corso Vittorio Emanuele una piccola Broadway perché c’erano cinema, teatri…

C’erano…

C’erano… sì.
Stanno per chiudere l’Apollo, forse chiuderà anche l’Odeon. Corso Vittorio Emanuele diventarà un unico centro commerciale…

Se pensiamo che al posto del Teatro Smeraldo c’è uno “spazio” con ristoranti tematici e non solo. È vero, hanno lasciato il palco per ricordare quello che lo Smeraldo è stato per lunghi anni, con l’illusione di organizzare qualche spettacolo chessò Cena con delitto, giusto per rimanere in tema.

Milano una città che sta perdendo sempre più contatto con se stessa

…Questo chiaramente non mi piace – continua Pinketts – però esiste una sorta di resistenza di cui io faccio parte.

Difatti ci troviamo all’interno del locale Balubà Cafè di Milano, luogo di ritrovo scelto da Andrea Pinketts dove continuano i suoi tradizionali appuntamenti letterari del giovedì sera targati con il Mistero.

La tua è una bella “resistenza”, ossia portare la cultura direttamente alla gente ma soprattutto invitare i tuoi fans a conoscere altri scrittori.

Cerco sempre di segnalare scrittori che mi piacciono e che ritengo interessanti. A volte capita di incontrare anche scrittori che non mi piacciono, ma con i quali si può discutere.

C’è meritocrazia nell’editoria?

Non credo ci sia. Ti faccio un esempio; il primo libro di Susanna Tamaro, Per voce sola, andò benino mentre esplose con Va’ dove ti porta il cuore nel 1994 diventando improvvisamente la più grande scrittrice italiana.
Io li ho letti tutti e due e secondo me era molto meglio Per voce sola mentre Va’ dove ti porta il cuore Fantozzi direbbe: “una ****** pazzesca!”

ATTENZIONE
lo direbbe Fantozzi, personaggio di fantasia, Pinketts non si permetterebbe mai!!!

Quanto ami la provocazione?

La provocazione fine se stessa credo sia inutile, molto più interessante quando la provocazione nasce grazie ad un atteggiamento naturale.
Una provocazione che tutti si aspettano da Pinketts è: che prenda a pugni il più grosso del Balubà Cafè, che corteggi la barista e che si beva litri di rum.
In realtà la vera provocazione di Pinketts sarà: che non prenderà a pugni nessuno, che non corteggerà la cameriera ma per quella sera, occasionalmente, berrà solo birra. Cosa che ormai succede da un anno e mezzo a questa parte…

Il vero motivo per il quale Andrea G. Pinketts, da un anno e mezzo beva solo birra, è seduta di fianco a noi.

…La vera provocazione deve essere naturale se no è una provocazione artefatta, di conseguenza non è più una provocazione ma un cliché.

Invece quanto ti affascina il Mistero, giusto per citare il programma televisivo che ti ha visto tra i conduttori fino al 2014?

Il Mistero è la nascita.
Il Mistero è la morte.
Il Mistero è soprattutto quello che c’è in mezzo. La vita.

Pirandello ha detto: “la vita o la si vive o la si scrive” sei d’accordo?

Per una volta tanto non sono d’accordo con Pirandello.
Secondo me la vita la si scrive e la si vive.

Come nasce un tuo libro?

Dal titolo. Il titolo, secondo me, contiene già la storia e la storia che tu non sai è contenuta nel titolo. Il titolo conosce la storia ed è lì pronto che ti aspetta quasi a dirti: “allora ti muovi a scrivere la storia così io ho un senso”

Uno dei tuoi titoli preferiti?

Depilando Pilar, mi è venuto in mente il titolo ma non avevo la più pallida idea di cosa sarebbe diventato. Man mano che lo scrivevo ho costruito la storia, e ribadisco il concetto, storia già contenuta nel titolo.

Il tuo primo libro risale al 1992…

L’uscita, perché in realtà l’avevo scritto nel 1984…

Vuoi dire che pubblicare ieri, come oggi, non è cambiato nulla?

Probabilmente no. Oggi, però, ci sono altre forme di pubblicazione, attraverso la rete. Negli anni ’80 ti dovevi scontrare con un muro di gomma; persone che non leggevano, ma che non leggevano proprio niente, figurati il tuo libro!

Se non ricordo male il tuo primo premio letterario (Mystfest) l’hai vinto 1984 con il racconto Ah sì? E io lo dico a Pinketts! Premio vinto altre due volte nel 1989 e 1990…

…Ma nonostate tutto, il mio primo libro è rimasto in esilio forzato per 7 anni.

Nel frattempo cos’hai fatto?

Di tutto; il giornalista investigativo, il modello, l’attore di fotoromanzi, la pubblicità…

C’è qualcosa che ti manca e che vorresti fare?

Mi piacerebbe fare il regista teatrale. Il regista del mio matrimonio; tra la tragedia e la farsa. Difatto la letteratura è a metà strada tra la tragedia e la farsa. In mezzo c’è la vita.

Preferisci risultare simpatico o antipatico?

Antipatico. Ho paura e non mi fido del finto simpatico, anzi sai che ti dico:
“vaffanculo”
così ti risulto antipatico.

Mi spiace ma non c’è riuscito, Pinketts continua a risultarmi simpatico.

Il mondo è pieno di finti simpatici – continua Pinketts – sono di un cinismo allucinante. Io sono un cinico ma con un temperamento sentimentale. Potrei dire cose bellissime e subito dopo dire una serie di stronzate, ma non girerei mai il coltello nella piaga. Mai. Come invece capita con certi personaggi televisivi.

Pinketts fa una serie di nomi di volti televisivi “simpatici” ai quali eviterei di dare visibilità e visto che cita la televisione dove imperversano trasmissioni tematiche, e non, su casi di omicidi insoluti, trasmissioni attorno alle quali ruota forse troppa morbosità.

Cosa pensi di queste trasmissioni?

Malissimo. Penso siano trasmissioni realizzate e condotte da persone incompetenti (e finti simpatici), improbabili psichiatri, opinionisti pescati chi sa dove.
Una volta mi sono ritrovato a parlare del mostro di Foligno, caso che ho seguito, e la mia compagna di banco era Carmen di Pietro (moglie del grande giornalista Sandro Paternostro) nota ai più perché le scoppiò una tetta in aereo.
Come vedi ti ritrovi a parlare di temi fortissimi con della gente che non ne sa nulla. Questa è la televisione di oggi.

Questa è la televisione che ci meritiamo?

Fino a quando è realizzata da Barbari e D’Orsi (chi vuol capire capisca) sì, questa è la televisione che ci meritiamo. Ma solo se continuiamo a guardala.
Se pensi che oggi in TV ci sono due cose che tirano: il crimine e la cucina.

Giusto appunto, oltre al crimine i cuochi sono diventati i nuovi calciatori.

In un periodo di crisi dal vedere piatti imbanditi, può scaturire due sentimenti: o invidia o repulsione.
Ad esempio se alle 6:00 del mattino vedo uno che cucina la cassoeula mi viene da vomitare, quindi repulsione.
Se invece a mezzogiorno mi trovo in un bar frequentato da impiegati (con tutto rispetto per la categoria) e c’è un televisore dove stanno trasmettendo La prova del cuoco con Antonella Clerici

Qui possiamo citarla perché tanto non la insulta.

…Mentre sto mangiando il mio panino o la mia insalatina, resto affascinato dalle pietanze che vedo in onda e penso:
“Oggi mangio un panino ma domani, quando farò carriera, potrò magiare quei piatti e frequentare i ristoranti di questi Chef”, quindi invidia.

Pinketts e la critica…

Ti faccio io una domanda: in termini di maggioranza chi è più titolato, la critica che critica me o io che critico la critica di un mio libro, se non hanno capito un c****?

Però hai avuto illustri critici, e non solo, dalla tua.

Fernanda Pivano (scomparsa nel 2009) mi definì:
“L’ultimo scrittore post-moderno. Un duro con il cuore fragile come una meringa”
detto da una donna che ha portato in Italia la Beat Generation, Hemingway persino Bukowski direi non male. È lei che ha scoperto l’America non Cristoforo Colombo.

Mentre il grande regista francese Claude Chabrol ha citato il mio libro Il conto dell’ultima cena nel suo penultimo film L’innocenza del peccato.

(libro consigliato dalla madre libraia della protagonista del film)

Claude Chabrol avrebbe voluto realizzare un film tratto da un mio libro, con protagonista Jean Dujardin premio Oscar nel 2012 per il film The Artist.
Ma questo film non si farà mai, visto che Chabrol è scomparso nel 2010.

Aspettando di vedere il tuo matrimonio a teatro, quando il tuo prossimo libro?

Sto lavorando ad un progetto segretissimo per cui non posso parlare.
Però ti posso dire…

(ci pensa su… è combattuto ma alla fine riprende a parlare)

…Anzi te lo dico con estremo piacere.
In Aprile uscirà, edito dalla Mondadori, il mio ultimo libro con Lazzaro Santandrea che chiude definitivamente il ciclo con lui protagonista. Non scriverò mai più un romanzo con Lazzaro, ma non so se posso dirti il titolo…

Me lo dice e mi racconta anche la trama (storia ambientata tra Bucarest e Milano).

Non siamo sicurissimi se possiamo scrivere titolo e trama, quindi ai suoi fans noi di StarsSystem chiediamo di pazientare ancora qualche mese…

Nel frattempo se volete far parte della resistenza di Andrea G.Pinketts, tutti i giovedì sera vi aspetta al Balubà Cafè di Milano.

pinketts_2

Related Post