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By Barbara Cialdi
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David Beckham, Pink, Millie Bobby Brown di Stranger Things e il Barcellona di Lionel Messi. Sono solo alcune delle star che oggi, 20 novembre, concentreranno la propria attenzione sui bambini e ragazzi di tutto il mondo. Perché questa è la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione ONU sui diritti dei fanciulli. Era il 1989 e in ventotto anni sono stati oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia ciò è avvenuto nel 1991. Ancora oggi però vi sono bambini e adolescenti (anche nel nostro Paese) che vivono in condizioni di povertà, vittime di violenze o abusi, discriminati e emarginati.

Il mondo vuole mobilitarsi in sostegno dell’Unicef e quindi per questa giornata i giovanissimi prenderanno il posto degli adulti: dall’informazione alla politica passando per lo spettacolo, sono tantissimi i giovani che vogliono far sentire la loro voce per poter sostenere chi è meno fortunato. A New York, che ospita la sede centrale delle Nazioni Unite e dell’Unicef, vi sarà una grande esibizione musicale con protagonisti 150 bambini, ma anche a Ginevra e a Barcellona vi saranno eventi sportivi, incontri e dibattiti con protagonisti gli under 18 e le loro richieste ed osservazioni per un mondo anche a misura di bambino.

Sono 100 milioni i giovani nel mondo che non hanno un’alimentazione adeguata, e il numero si impenna a 115 milioni se si contano i ragazzi che non possono permettersi di andare a scuola perché costretti a lavorare sin da piccoli. Ma anche i dati sulla salute non sono incoraggianti: HIV, malaria e tubercolosi sono le malattie con cui i Paesi poveri devono fare i conti, senza avere a disposizione strutture adeguate, medicinali e tecnologie; ea rimetterci sono sempre i più piccoli. Africa Subsahariana, Asia meridionale, America Latina e Caraibi sono le zone maggiormente a rischio per la salute psicofisica dei fanciulli. E l’Italia? Anche noi ci troviamo in una situazione alquanto allarmante. Secondo i dati Istat 2016 il 12,5 % della popolazione sotto i 18 anni vive infatti in condizione di povertà, mentre 1 bambino su 10 vive in abitazioni non riscaldate e non va a scuola.

Nel mondo sono più di 150 milioni i bambini inoltre che si ritrovano intrappolati in lavori estenuanti, condannati ad una vita priva della spensieratezza, dello svago e della istruzione che avrebbero tutto il diritto di vivere. Le miniere della Cambogia, le piantagioni di tè dello Zimbabwe o le fabbriche di vestiti o accessori in India sono i luoghi in cui il lavoro minorile è prassi ormai comune. Allarme rosso soprattutto per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale, che ogni anno coinvolge un milione di giovanissimi. La situazione globale è quindi decisamente grave. I piccoli sono il nostro futuro, rappresentano la parte sana dell’umanità ed è dovere di tutti assicurare loro cibo, sanità, cure, istruzione e, soprattutto, rispetto ed amore affinchè possano crescere dignitosamente in un mondo che li sappia proteggere e valorizzare. Perché un bambino felice sarà un adulto maturo ed equilibrato.

“Dite: è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi
al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
È piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsi 
fino all’altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulle 
punte dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak – “Quando ridiventerò bambino”