Versace e gli altri: quando la moda emigra all’estero

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Si alza il sipario sull’ultima delle quattro capitali della moda, mentre Milano torna alla sua routine. L’esame di fine corso – l’unico test dove vengono utilizzati termini come “trend”, “influencer”, e “sneaker” – si avvicina sempre più e abbiamo una domandina già pronta per farvi entrare nel mood. Non vi preoccupate è facile, facile.

Cosa accomuna Fendi, Gucci, Valentino e Versace? Sono icone del Made in Italy e sono tutti di proprietà straniera. Si è infatti appena concluso l’accordo che ha portato la maison, fondata da Gianni Versace nel 1978, oltreoceano. La Micheal Kors Holding – che verrà presto rinominata Capri Holding – ha acquistato l’impero della medusa per 2.12 miliardi di dollari, il doppio del loro fatturato attuale e ha già annunciato grandi progetti, tra cui l’apertura di 100 nuovi punti vendita e l’espansione dell’e-commerce.

“Santo, Allegra e io siamo consapevoli che questo prossimo passo consentirà a Versace di raggiungere il suo pieno potenziale” ha commentato Donatella Versace, che rimarrà direttrice creativa del marchio. Questa è l’ennesima similitudine con i brand sopra citati. Le collezioni di Fendi, Gucci e Valentino continuano infatti a essere disegnate da stilisti italiani – Silvia Venturini Fendi, Alessandro Michele e Pierpaolo Piccioli – pur essendo nelle mani di grandi gruppi stranieri. Kering e LVHM hanno negli ultimi anni acquisito la maggioranza dei marchi di lusso e il Made in Italy è rimasto a raccogliere i cocci. L’annuncio della vendita di Versace, dopo la scelta di Gucci di non sfilare a Milano durante questa stagione è stato l’ennesimo colpo al cuore a un’industria sopra la quale sembra campeggiare un cartello “vendesi”.

Ma nel Made in Italy c’è anche chi resiste. Giorgio Armani, re delle passerelle da quattro decadi ha più volte ribadito di non essere interessato a cedere il controllo della sua azienda, così come Prada che resta saldamente in mano alla sua fondatrice Miuccia. Insieme a loro Moncler, Ferragamo, Etro e Missoni rimangono italiani di nome e di fatto. Della stessa opinione anche il duo composto da Domenico Dolce e Stefano Gabbana che solo qualche mese fa aveva dichiarato che il loro brand morirà con loro. “Abbiamo rifiutato tutte le offerte di acquisto. Puoi avere tanti soldi, ma se non sei più libero che te ne fai?”