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Dario Dedi
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Avete sentito parlare di Clubhouse, magari vi ci siete anche iscritti ma non ci avete capito molto? Non siete gli unici. Clubhouse è un nuovo social network che sta prendendo sempre più piede nelle ultime settimane e presenta una novità particolare rispetto ai social a cui siamo abituati: il linguaggio di comunicazione non sono i testi, né le fotografie o i video, bensì la voce. La piattaforma è così organizzata: ci sono delle stanze organizzate dagli utenti in base ad un tema specifico e all’interno le persone (spesso sconosciuti) dialogano a turno e in modo rispettoso e civile. L’aspetto che ha destato più curiosità è che si accede al social solo tramite invito di chi vi è già iscritto, per evitare l’accesso a fake account e bot. Le discussioni hanno luogo in un clima disteso e ognuno ha il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.


Negli anni passati sociologi, filosofi, psicologi e altre figure professionali hanno messo in dubbio il virtuosismo dei social network, che in alcuni casi hanno finito per creare una visione distorta della realtà. Clubhouse può essere l’occasione per dare vita ad uno spazio virtuale in cui confrontarsi e in cui l’elemento distintivo non è l’aspetto fisico, lo stile di vita o lo status sociale, quanto piuttosto la validità delle proprie opinioni ed idee. Al momento dell’iscrizione l’app richiede di indicare quali siano i propri interessi (musica, arte, politica, architettura, business…) e propone delle stanze in cui le persone parlano di quei temi. Oltre ad essere un’app in cui passare piacevolmente il tempo, può essere anche un’occasione per creare rapporti lavorativi o associativi che possono dare vita ad iniziative interessanti.

Si fa sempre notare che le giovani generazioni di oggi sarebbero disinteressate nei confronti delle tematiche sociali. La realtà è che a differenza di qualche decennio fa oggi le rivoluzioni, se così vogliamo chiamarle, non si fanno necessariamente nelle piazze ma sui social e sul web. In quest’ottica questo nuovo mezzo di comunicazione può essere usato dai giovani per interagire tra di loro e creare delle comunità che portino avanti proposte avanguardiste. Va anche detto che Clubhouse nasce nel momento giusto: in un periodo storico in cui la regola principale è quella del distanziamento sociale, a causa della tragica pandemia che stiamo vivendo, disporre di un luogo virtuale in cui incontrarsi e discutere è una fortuna che dobbiamo sfruttare.

Il caso più interessante di utilizzo di Clubhouse si ritrova in Cina. Com’è noto il regime cinese ha censurato diverse piattaforme occidentali come Facebook e Google per limitare le occasioni per i cittadini di confrontarsi liberamente e muovere delle critiche al dittatore Xi Jinping. Decine di migliaia di giovani cinesi hanno usato questo nuovo social per creare delle room in cui trattare i temi più spinosi nel Paese aggirando la censura. Sfortunatamente il regime ha già cercato di contenere il fenomeno. Alcuni utenti hanno affermato di non riuscire più ad accedere a Clubhouse. Nonostante le interferenze del Governo cinese, questo è un esempio di come questo social possa rappresentare uno spazio di discussione proficuo. Ambiente, diritti civili, innovazione, tecnologia, arte, moda, scienza: Clubhouse è un hub in cui persone competenti e interessate a questi temi possono interagire tra di loro creando delle esperienze uniche. Non sprechiamo questa occasione.