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By Andrea Ienco
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Tredici, la serie targata Netflix che ha sconvolto gli spettatori raccontando i lati più oscuri dell’adolescenza, è stata da poco rinnovata per una seconda stagione. La storia centrale della prima, quella di Hannah Baker (raccontata nel romanzo di Jay Asher), sembrerebbe conclusa e molti si sono chiesti come gli autori proseguiranno nello scrivere nuove puntate.  Stando alle prime indiscrezioni, la seconda stagione della serie ripartirà dai giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Hannah e ai dissidi interiori dei suoi amici, tormentati dal senso di colpa per averla spinta a un gesto tanto estremo. A cercare di togliere qualche dubbio ci ha pensato proprio mamma Netflix con un post su Twitter, ma anche lo showrunner Bryan Yorkey che a Entertainment Weekly ha raccontato cosa gli spettatori dovranno aspettarsi:  “La prossima stagione si concentrerà su come cresciamo i ragazzi che saranno uomini e come trattiamo le ragazze (e le donne) e cosa potremmo migliorare”, ha detto.

Una delle questioni irrisolte riguarda le responsabilità del suicidio della ragazza: “Credo che una delle cose rimaste in sospeso sia la domanda Qualcuno è responsabile della morte di Hannah? La scuola è responsabile? Chi è responsabile, ammesso che qualcuno lo sia? Uno dei modi in cui esploreremo queste domande sarà attraverso il processo, e anche attraverso le riflessioni dei ragazzi sulla loro situazione corrente e su quali altri misteri sono stati scoperti. Questo ci porterà nel passato, nella storia di Hannah”. Novità importante di questa seconda stagione sarà l’assenza delle audiocassette, ma Yorkey promette che sarà un’altra tecnologia analogica a farla da padrone: “I nastri non saranno al centro della storia – quelle due scatole di audiocassette saranno però ancora in giro e significheranno molto per la gente – ma ci sarà un’altra forma di tecnologia che i tredicenni potranno googlare, per capire cosa fosse”.

La nuova stagione vedrà la luce nel 2018, dopo settimane in cui in molti addetti ai lavori e non si erano detti contrari a una continuazione e nelle quali si erano succedute le polemiche sulla violenza della serie, costringendo Netflix ad aggiungere altri disclaimer prima di ogni episodio. Il racconto, esattamente come nella stagione uno,  continuerà a fare avanti e indietro tra presente e passato, ma la voce fuori campo che si sentirà non sarà più quella della Langford.

Anche l’autore di “13 Reason Why”, Jay Asher, si è detto favorevole ad una possibile seconda stagione, spiegando che gli stessi episodi della serie rappresentano un approfondimento di molti elementi che nel libro erano stati soltanto menzionati.