The Starlet Letter #3 – I Misteri di Parigi

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Per alcuni è la città dell’amore. Per altri, è il simbolo della rivoluzione. C’è chi la chiama “ville lumière” e chi, come Verdi ne “La traviata”, la definisce poeticamente un “popoloso deserto”: Parigi è una città ambivalente, che mette d’accordo poeti e storici, romantici e intellettuali.

La città che ha dato i natali a Napoleone Bonaparte, Voltaire, Victor Hugo, ma anche a Sonia Rykiel e Brigitte Bardot, è anche l’ultima tappa di quell’estenuante pellegrinaggio che sono le fashion week: dopo New York, Londra e Milano, sono state infatti le sfilate della capitale francese a chiudere le proposte per l’AutunnoInverno 2013-14 dei grandi nomi della moda, da Manish Arora a Elie Saab,  passando per Valentino, Hermés, Nina Ricci e Vionnet.

9 giorni, per un totale di 94 sfilate, in cui abbiamo assistito al debutto di Alexander Wang per Balenciaga, il ritorno dei cappelli da cowboy (Veronique Braquinho), le influenze surrealiste che ammiccano a Elsa Schiapparelli (Dior, Givenchy, Undercover), il colore viola come trend di stagione (ogni riferimento a Steven Spielberg è puramente casuale), Cara Delevigne che sfila con una mosca gigante sulla spalla e Marc Jacobs in pigiama che presenta una collezione di pigiami.

Qualcosa vi suona strano? Bene, allora lasciate che vi conduca attraverso i misteri di Parigi, ovvero: tutto quello che abbiamo visto alla PFW, ma che non avremmo voluto vedere!

BEAUTY

Vorrei cominciare spezzando una lancia in favore delle mie colleghe modelle che, confuse e felici, si sono apprestate a sfilare sulle passerelle della PWF, ignare di cosa le aspettava. E’ mai possibile che siano in pochissimi gli stilisti a voler valorizzare il viso delle modelle, renderle belle, anzi bellissime, come una modella ci si aspetti che sia? Secondo me sono gelosi. E’ l’unica spiegazione. Altrimenti proprio non capisco che senso abbia prendere una splendida modella e conciarla come un mostro. Tanto vale prendere una modella brutta e non spenderci nemmeno un euro di makeup, giusto?

E invece no! Si va dall’alba dei morti viventi di Gareth Pugh (chi, se non altri?), con modelle che assomigliano alla versione zombie di Anna Oxa, alle cadaveriche fanciulle di Rue du mail, per arrivare alle povere sventurate degli show di Dior e Chanel, costrette a sfilare truccate come Clio Makeup.
E no, non è un complemento, semmai ci fosse bisogno di chiarire.

Vivienne Westwood, invece, ha optato per il tema Krusty il Clown, sia per i vestiti che per il maquillage. Il look adottato, tra l’altro, non assomiglia un po’ troppo a quello utilizzato da Illamasqua per la sua campagna “Human Fundamentalism”?

Parliamo invece dei capelli, perché questa cosa di rendere la ricrescita una tendenza di stile ci sta sfuggendo dalle mani. Se lo shatush di Bianca Balti a Sanremo ha turbato i vostri sogni almeno quanto i miei, quello visto allo show di Ackermann non sarà da meno! Radici scure e punte platino sono tanto terrificanti almeno quanto la mega frangia proposta da AF Vandevorst (chiaramente scelta per rendere più difficile la vita delle modelle) o il taglio malamente scalato di Gaultier, simile a quello sfoggiato qualche anno fa della cantante Bebe che – per ovvi motivi – non ha mai fatto tendenza.

Alle modelle di Rick Owens, invece, va tutta la mia solidarietà: anche i miei capelli appaiono così, quando li ho appena lavati e fuori c’è il 90% di umidità.

Chissà se, quando Enrico IV ha pronunciato la celebre frase “Parigi val bene una messa”, non si riferisse per caso a una messa in piega.

ACCESSORI

Passiamo dai capelli ai cappelli. Perché, si sa, la bellezza è nei dettagli. Gli accessori sono una componente fondamentale di un look: una collana sbagliata può trasformare un vestito carino in una mise orribile. Basta guardare lo show di Lanvin, tempestato da catene e catenelle che riportavano parole a casaccio e richieste di aiuto da parte delle modelle:

Celine, invece, tiene a cuore i problemi delle donne, e ha scelto di far sfilare le sue modelle con una borsa dell’acqua calda, sempre utile nei giorni di ciclo!

Tra gli altri accessori che mi hanno lasciato perplesso, la borsa a forma di gatto di Undercover, il cappello con le due piume al vento di Ann Demeulemeester, l’esagerazione dei bracciali di legno di Veronique Braquinho e gli ear cuff di Dries Von Noten, che ha cercato di incorporare uno dei trend della prossima stagione nel peggior modo possibile.

SCARPE

Parlando di accessori, non si può non parlare di scarpe. “Date a una donna le scarpe giuste, e conquisterà il mondo!” diceva Marilyn Monroe. Il problema, tra queste collezioni, è trovarle le scarpe giuste! Saranno forse le ghette di Zio Paperone proposte da Valentino? Quelle a forma di mammut di Vivienne Westood? O forse gli stivaletti da Re Sole 2.0 proposti da McQueen che – siamo sicuri – Lady Gaga non si farà sfuggire?

La verità, amici miei, è che durante questi 9 giorni, abbiamo visto tanti abiti belli quanto calzature orribili!

In quanto a cattivo gusto, Miu Miu non vuole mai essere seconda a nessuno:

Io mi chiedo solo una cosa: perché? Perché fare una cosa del genere? Che tipo di donna avete in mente quando mettete quella stramaledetta matita sul foglio e cominciate a disegnare? Forse Bjork in “Dancer in the dark”, ormai affetta dalla cecità? Mistero! Mai scarpa ortopedica fu più spaventosa di queste! Sembravamo ormai essere tutti d’accordo sul fatto che le Crocs fossero quanto di più brutto si potesse calzare ai piedi, ed ecco che arriva Stella McCartney a minare una delle poche certezze che ci erano rimaste…

LINGERIE

Mie care suffragette, bruciate i vostri reggiseni, perché la moda per la prossima stagione vi vuole col vento in poppa (o meglio, con le poppe al vento)!

In Inverno, si sa, tutte le donne amano andare in giro indossando abiti di organza leggerissima e semitrasparente. Mi sembra giusto. Il fatto che, a Dicembre, sfiorare i zero gradi è un evento più unico che raro, non fermerà nessuna fashionista dall’indossare un tubino fatto con una rete da pesca.
E quindi, lasciatevi pure ispirare dai modelli di Gaultier, Guy Laroche e Julien David! Della serie “sotto il vestito niente”. O quasi.

INSETTI

Non so proprio come sia venuta in mente a Lanvin una collezione incentrata sugli insetti. Forse si sarà ispirato alla piaga delle locuste e delle cavallette che afflisse gli Egiziani in un episodio della Bibbia. Forse avrà visto troppe volte il film “Il silenzio degli innocenti”. Fatto sta che la trovo inquietante!
Ammetto che gli abiti non mi dispiacciono, ma per nulla al mondo me ne andrei in giro con un completo ricoperto da scarafaggi! Mi verrebbe automaticamente di spruzzarmi del Raid addosso invece dell’acqua di colonia.

CASA DOLCE CASA

Quando si crea, si sa, si prende ispirazione da tutto ciò che ci circonda. La toilette,  ad esempio, è sempre stato un luogo di grande ispirazione per tutti: ditemi a chi di voi non è mai venuta un’idea geniale durante una seduta di gabinetto, mentre siete intenti a leggere le etichette di shampoo e bagnoschiuma comodamente seduti in poltrona! I nostri stilisti non sono da meno, e hanno saputo trasformare alcuni elementi della salle de baine in abiti di haute couture: si va dalle tendine della doccia di Undercover e Vivienne Westwood ai tappetini di Valentin Yudashkin, Miu Miu e Loewe.
Happiness is a warm shower!

Marc Jacobs per Louis Vuitton, invece, si è lasciato sedurre da un altro angolo della casa: la camera da letto. Sono sicuro che anche lui, come me, passa un sacco di notti insonni, ciondolando in pigiama per casa e guardando The Carrie Diaries…

Il set, voleva ricreare un hotel, con 50 porte da cui uscivano altrettante modelle (tra cui un’irriconoscibile Kate Moss travestita da Asia Argento) in pigiama e vestaglia. Secondo me, più che un hotel, sembrava una casa. Casa di cura, ovviamente! Le luci bassi, il trucco terreo, gli occhi vacui e l’espressione delle indossatrici, esprimevano benissimo i miei pensieri sulla collezione: la depressione più totale.

Restando in tema di casa, gli stilisti hanno voluto omaggiare le donne – gli angeli del focolare domestico, le casalinghe disperate – con abiti e accessori ispirati a piumini per la polvere: utilissimi per quando dovrete fare le pulizie à la maison, o se vi venisse offerto il ruolo di Babette lo spolverino nel musical de “La bella e la bestia”.