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Principesse viventi
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By Antonino Pezzo
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Il mondo è a colori, ma noi lo vediamo solo bianco e nero. L’apparenza abbaglia, deforma la realtà, illude in modo spietato l’occhio e le menti. Uno studio pubblicato di recente dall’American Psychological Association ha esaminato la condotta di 950 persone statunitensi a cui sono state mostrate delle fotografie ritraenti individui di pelle nera e bianca, di uguale altezza e peso.

È stato chiesto loro di stimarne le caratteristiche fisiche, e più in generale la forza attribuibile a ogni corpo. Il risultato dell’esperimento ha sottolineato un terribile pregiudizio di base: le persone di colore non vengono solo reputate più grosse e muscolose di quelle bianche, ma anche maggiormente pericolose, il che significa che per “fermarle” durante le situazioni critiche, l’uso di trattamenti brutali è quasi considerato legittimo.

Si tratta di un riscontro scioccante che in America ha risollevato la polemica sull’uso delle armi da parte della polizia su soggetti di pelle nera. Lo scorso anno, a tal proposito, star come Beyoncé, Rihanna, Alicia Keys, Pharrell Williams Lenny Kravitz si sono unite in una campagna contro violenza e razzismo perpetrati sulle comunità afroamericane. Di tanto in tanto, purtroppo, assistiamo inermi all’uccisione di ragazzi neri anche disarmati. È una cosa orribile e frustrante.

L’Europa e l’Italia ignorano il fatto che negli Stati Uniti episodi così siano routine. L’indifferenza ha proprio il potere di inibire le coscienze perché tutti i tipi di nefandezze influenzano concretamente le masse, anche quando si ha la convinzione che l’onda d’urto non le abbia colpite.

Accanirsi contro le popolazioni di pelle nera è odiare, è produrre ininterrottamente razzismo e xenofobia come se questi fossero elementi già presenti in natura.

Una verità inconfutabile è che chi non riesce a vedere i colori è perché non c’è nessun colore nella sua vita.