Il sesso prima e dopo i trent’anni: a che punto siamo?

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By Barbara Cialdi
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Quando il mio caporedattore mi ha telefonato in un giorno di fine agosto, mentre ero in spiaggia per le ultime giornate di mare, per dirmi di scrivere un articolo sul sesso dopo i trent’anni ho pensato: “Beh, facile, lo scriverò a tempo di record”. In realtà non è stato così semplice come pensavo. Sull’argomento si potrebbe scrivere un libro, anzi interi volumi. L’argomento sesso riveste sempre un ruolo determinante nella vita di ogni individuo. Il sesso ed i rapporti sentimentali sono un fenomeno prettamente sociale: cambiano negli anni e si trasformano attraverso le diverse epoche storiche in cui ci viviamo. Il sesso quindi e – più sentimentalmente l’amore – è volubile come il meteo a primavera. Se cinquant’anni fa il sesso ed i rapporti amorosi erano visti su una base di monogamia e rapporti tra due individui che duravano tutta una vita, adesso questo processo ne è uscito completamente trasformato. C’è ancora chi crede o sogna che l’amore sia per sempre. In realtà scienziati e psicologi hanno affermato e constatato che l’amore romantico, quello cantato da poeti e autori, non esiste e non è mai esistito: sono piuttosto l’uomo e le sue regole sociali a fare in modo che una storia d’amore possa durare per sempre o possa esaurirsi in pochi anni o mesi. Le relazioni sono quindi veri e propri patti tra due persone. I più fortunati possono davvero vivere un rapporto a due dove sesso e amore sono reali e sinceri, ma la maggior parte vivono relazioni altalenanti poiché, nella nostra epoca, molte cose sono cambiate. Ad esempio le donne lavorano e possono contare su una indipendenza economica che in passato faticavano a trovare e che era motivo di sudditanza al marito. Inoltre le persone si spostano, escono, viaggiano e le occasioni di incontrarsi e piacersi sono aumentate del 115% negli ultimi vent’anni. Se in passato le persone trascorrevano la maggior parte della propria esistenza nello stesso luogo, senza viaggiare e senza avere occasioni di aggregazione, adesso tutto è cambiato considerevolmente. E se la società cambia, cambia anche il modo di interpretare il sesso.

A Firenze si è da poco concluso il primo Festival della Sessuologia, kermesse dedicata al mondo dell’eros: dibattiti e laboratori interamente studiati da professionisti del settore per rispondere alle richieste e ai quesiti del pubblico. Un contesto di spunto e confronti per approfondire un tema che riguarda tutti noi da vicino ma che per certi versi sembra essere ancora tabù. Il sesso dai trent’anni in poi compie un vero e proprio giro di boa, sia a livello fisico che a livello mentale. Ecco che abbiamo incontrato due specialisti del settore, Il Dott. Michele Spaccarotella, psicologo psicoterapeuta e sessuologo dell’Istituto Italiano  di Sessuologia Scientifica di Roma ed il Dott. Daniel Giunti, psicoterapeuta e sessuologo, fondatore del Centro Integrato di Sessuologia “Il Ponte” di Firenze.

Secondo il Dott. Spaccarotella i vent’anni rappresentano una fase di passaggio tra i primi contatti adolescenziali con la sfera della sessualità (è l’età in cui si consuma il primo rapporto) e il successivo periodo di vita, ovvero i trent’anni, sono la fase nella quale solitamente le persone sviluppano e raggiungono una sessualità più consapevole e matura, più in linea con i propri desideri nel campo dell’eros. I venti costituiscono dunque un momento di conoscenza di sé e di sperimentazione. Spesso si possono incontrare ragazzi che non si sentono all’altezza, vivono l’atto sessuale come una prestazione, sviluppano ansia nei confronti dei rapporti stessi. La sessualità si compone di aspetti relazionali, psicologici e sociali e molte persone purtroppo risentono negativamente degli ideali corporei e sessuali promulgati da social media e pornografia, molto distanti dalla realtà ma che hanno un forte impatto sull’immaginario dei ragazzi. Questo può indurre lo sviluppo di un senso di inadeguatezza e di “scarto dal modello ambito”.

Il Dott. Giunti aggiunge che osservando la sessualità dei vent’anni possiamo notare che si contraddistingue per ingenuità, ansia da prestazione, timore di non essere all’altezza: tutti aspetti legati all’inesperienza o alla poca consapevolezza di ciò che si è fatto o si sta facendo. Però a questo si lega anche un interesse per la sperimentazione, il cercare qualcosa di nuovo, l’irresponsabilità delle scelte e la sensazione di avere meno vincoli e pertanto sentirsi più liberi. Successivamente notiamo invece che, nella maggior parte dei casi, la tempesta e l’impeto si calmano e lasciano il posto a consapevolezza e conoscenza del proprio corpo. La sperimentazione e il gioco mutano in una scelta precisa, l’ansia da prestazione si sposta su altri aspetti (ad esempio fare famiglia e figli). Il sesso diventa di solito più piacevole e più intenso.

Un particolare riferimento va dedicato alla sfera femminile: le donne – secondo il Dott. Spaccarotella –  stanno sicuramente cambiando il loro modo di vivere le relazioni, anche in campo sessuale. Sono molto più consapevoli dei propri bisogni e sono più attente ed informate di un tempo. Nonostante questo, spesso si scade nell’utilizzo di una doppia morale, soprattutto per i comportamenti che riguardano l’ambito sessuale: c’è ancora un gran lavoro da fare per sconfiggere alcuni stereotipi che possono essere combattuti solo con un cambiamento culturale che passa attraverso l’informazione e l’educazione (sessuale) e al rispetto dell’altro. L’auspicio è che la donna moderna sappia diventare maggiormente padrona del suo corpo, libera dai cliché e dai condizionamenti (educativi, religiosi, familiari) e che consideri il proprio piacere sessuale come un diritto. 

Anche il Dott. Giunti conferma che sicuramente le donne oggi rispetto a prima hanno maggior libertà ma il cammino verso la completa parità è ancora lontano dal giungere a compimento. Una doppia morale continua ad essere in vigore sulle condotte sessuali maschili e femminili a livello culturale e all’interno della coppia è ancora la donna ad essere maggiormente reticente nell’esprimere i propri bisogni sessuali alla controparte maschile, al netto dei passi avanti che sono stati fatti negli ultimi anni.

Insomma, quando si parla di sesso le differenze tra uomini e donne si sono assottigliate ma continuano ad esserci. Altro tema sul quale è doveroso fare luce: la fedeltà. Dopo i trent’anni subisce spesso una flessione, anche se non sempre in negativo: la fedeltà insieme all’interesse ed il desiderio sono i mattoni portanti del patto implicito che si stabilisce fra due persone quando si instaura una relazione. Ciononostante oggigiorno il numero di tradimenti è in aumento e con esso le rotture nelle relazioni. Essere infedeli e tradire però non sempre si traduce in separazioni o allontanamenti e questo dipende dal tipo di tradimento e dalla tenuta del legame fra i partner. Come si è stati o si ha tradito, le circostanze e la percezione delle possibili conseguenze sono tutte variabili che entrano in gioco quando si parla di fedeltà. Discorso a parte meritano le nuove forme di relazioni aperte o poliamorose, in cui il tradimento è regolato da un patto interno. Internet non aiuta di certo. La velocità delle informazioni, i social network, le nostre vite perennemente online favoriscono gli incontri “virtuali” che possono sfociare poi in appuntamenti.

Insomma, se dopo i trenta la sessualità assume contorni più definiti e consapevoli, anche la percezione dell’amore e dei sentimenti cambia con il passare dell’età. Le relazioni sentimentali sono andate incontro a notevoli cambiamenti, soprattutto negli ultimi anni. Si sono modificate le modalità di contatto: molte coppie moderne infatti si formano sui social network o tramite specifiche app di dating. Il corteggiamento? Roba da museo. Differentemente dal passato, è diventato più semplice e comodo conoscersi online invece che dal vivo. È cambiata anche la durata delle storie d’amore, che si interrompono con maggiore facilità. Si parla di relazioni liquide, ovvero che manifestano maggiori difficoltà a trasformarsi in legami solidi. Ci si lascia con la stessa rapidità con cui ci si mette insieme. Anche la sessualità delle coppie over 30 stabili ha risentito di profondi cambiamenti rispetto al passato: recenti studi, effettuati sia in America che in Italia, hanno testimoniato come queste coppie abbiano in media meno rapporti sessuali all’anno rispetto alle relazioni di chi, negli anni ‘90, aveva la stessa età. Insomma meno sesso all’interno di relazioni stabili, più sesso all’esterno. E voi da che parte siete?