Riccanza. Giovani inquietanti

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Un programma televisivo su giovani e povere ricchezze. Sono ragazzi e ragazze che, anche se non lo sanno, stanno male.

E non c’entrano le prevedibili e probabili crisi esistenziali – formative e inevitabili – presenti nelle giovinezze di tutto il mondo. Rappresentano invece – nemmeno troppo bene in quanto il format risulta privo di reale e studiata sagacia – la situazione moderna e contemporanea di molti giovani che, completamente privi di “valori supremi”, – direbbe Nietzsche in riferimento al nichilismo- sensi e scopi nella vita difronte all’essere, – non dell’esserci, quello lo conoscono bene – non possono provare altro che vuoto e nulla. Risultano delle vite – ancor più inquietante che qualcuno si professi perfino geloso – svuotate completamente di senso e di verità. Rientrano in dinamiche, viste su ampia scala, che vanno dalle vittorie dei Trump mondiali a proposte estetiche di stampo Kardashian. Solo il mercato si interessa realmente di loro, vengono condotti su vie di divertimento e consumo e ciò che effettivamente e inesorabilmente si consuma è solo la loro stessa vita. Incapace di proiezione in un futuro costruttivo, sensato – perché le costruzioni viaggiano parallelamente alle fatiche, sia mai! – e in grado di dar loro più ampie prospettive.

In Riccanza aleggia un profondo senso di desolazione e squallore, di nichilismo. Ed è proprio questo, l’ospite inquietante, a spadroneggiare nelle puntate. Il vero ricco è lui. L’immagine che danno di sé, perché nella vita c’è ben altra realtà, è preoccupante. Non emergono curiosità, né fini. Il tutto condito e circondato da una importante dose di oggettivo pessimo gusto. Dalle case, all’abbigliamento alle conversazioni. Lo storico di ognuno di noi non si cancella, al massimo lo si affronta. Con onestà intellettuale verso se stessi, prima che per gli altri, innanzitutto.

Perché dare in pasto all’utente personaggi così bassi? Non siamo già sufficientemente bombardati da bruttezze e atteggiamenti insignificanti? Il nulla non è già ampiamente sufficiente? Cosa può spingere un programma a proporre giovani del genere? La vita può essere anche altro. La ricchezza – o riccanza – è distante anni luce. Viene da domandarsi perfino se questi l’abbiano mai realmente conosciuta. Di qualcuno è certo: no.

Facciamo in modo, almeno, che il nichilismo non passi inutilmente. Che l’ospite inquietante di Nietzsche diventi un nuovo punto di partenza e riflessione per l’immagine estetica giovanile in primis ma non solo. Si riscopra l’arte del vivere, che la ricchezza sia considerata una delle tante possibilità e fortune, non la possibilità e la fortuna. Si prenda coscienza del fatto che necessariamente l’eleganza passa attraverso la semplicità. Altrimenti il risultato è quello. Elicotteri e Grand Hotel su una montagna di aridità preoccupante. Che poi sono la sintesi di tutti quegli atteggiamenti legittimati e pubblicizzati nell’era dei social dove il Natale diventa la foto del Rolex, le vacanze il bikini griffato a richiamo ormonale e la famiglia il libretto degli assegni del padre o la collezione di pellicce della madre.

Perdendo di vista tutto il resto. Considerando solamente la tecnica e la materia ignorando la serenità che potrebbe venire perché c’è lei, c’è lui, ci sono gli altri… I miti del nostro tempo stanno realmente logorando bellezza e principi. Che l’ostentazione sia delitto sociale e la discrezione dote primaria. L’intento del programma è quello di suscitare invidia, prima che ammirazione, – facendo il giochino costruito e datato dell’aspetto comico – che tutti siano ben difesi da questo! Che i soldi rappresentino uno strumento, chiaramente necessario, verso un obiettivo ma non l’obiettivo. Per avere delle vite da riccanza davvero si impari a risparmiare su tutto, ma non su stessi. Quanto risparmiano invece su di sé…forti risparmi su cultura, decenza, decoro e perfino italiano.

Il denaro non è una colpa, non si deve avere un’immagine sovietica di questo. La colpa sta nel proporre delle esistenze che senza di esso non esisterebbero nemmeno (e infatti qualcuna non esiste proprio). Ma alla pari di come è criminale proporre donne sempre più magre e uomini sempre più gonfi di anabolizzanti. Stiamo parlando di bellezza etica. Che compone gran parte della ricchezza reale, nello specifico.
E’ un sistema e sono delle immagini che andrebbero condannate e messe a tacere, invece viene proposto, gonfiato, esaltato, esasperato e siccome non è sufficiente ci inventano anche sopra – non crederete davvero che Sainato si muova in elicottero, giusto?-. Rappresenti esattamente la strada da non percorrere per tutti coloro che, sperduti e in difficoltà, vivono la mancanza dei beni dei quali il programma fa un uso terrificante. Il mondo riccanza è quindi, in sintesi, semplicemente inquietante: abbiatene compassione.