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Si chiamano Preppers (o survivalists) e sono coloro che hanno fatto del loro stile di vita una vera e propria “missione”. Il primo pensiero quando aprono gli occhi? Fronteggiare le emergenze – future o eventuali – che comprendono guerre, carestie, bombe atomiche, mutamenti sociali o politici, epidemie, cambi drastici di clima e tutto ciò che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza del genere umano. I survivalists hanno una formazione che va dalle competenze mediche all’autodifesa, e negli anni incamerano enormi scorte di acqua e cibo in scatola, custoditi all’interno di bunker e cantine profondissime.

Il 21 dicembre 2012 ( data che i Maya avevano previsto come giorno della fine del mondo) è ormai alle spalle, ma i Preppers (dall’inglese to prepare, prepararsi) continuano a tenersi pronti per altre eventuali calamità o emergenze.

 Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è nato e si è diffuso a macchia d’olio, si è scoperto che decine di miliardari stanno costruendo case-rifugio in luoghi sperduti del territorio americano. Altri preferiscono la più esotica Nuova Zelanda, terra misteriosa e perfetta per creare dimore nascoste ed assolutamente invisibili.

Qualche nome? Il regista di Avatar James Cameron, il re del commercio online Jack Ma (fondatore del sito asiatico Alibaba), il guru della finanza William Foley e Peter Thiel, uno dei maggiori azionisti di Facebook: sono solo alcuni dei tanti seguaci di questo movimento che sta raccogliendo adepti in tutto il globo. Case dotate di pannelli solari, armi, munizioni e dei più alti comfort per assicurare un soggiorno ricco di comodità. Far fronte ad ogni evenienza, da un’ invasione aliena ad una nube tossica, poco importa il grado di catastrofe: è questo il motto dei Preppers.

Inutile dire che la filosofia prepper è diventata oggetto di show televisivi e documentari targati Real Time e National Geographic Channel, dove viene documentato con cura questo stil di vita maniacale (e, se possibile, ai limiti della paranoia). In Italia è nato il primo portale dedicato a questo mondo, dove vengono forniti consigli ed informazioni utili per chi vuole approcciarsi a questa attività di sopravvivenza. La preparazione dura anni, i costi sono altissimi, ma ci auguriamo che tutto ciò non debba servire mai. La fine del mondo può attendere. O forse è meglio prepararsi?