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Si dice che la natura di una persona non cambi. Quante volte l’abbiamo sentito? Soprattutto nei confronti di uomini che hanno compiuto azioni disoneste. Il temperamento di un individuo dovrebbe essere scritto, quindi, nel DNA e non dovrebbe andare incontro ad alterazioni drastiche nel corso del tempo, ma uno studio pubblicato dall’American Psychological Association su Psychology and Aging abbatte tutto questo.

Se a settanta anni incontraste uno vostro compagno del liceo, è probabile che non lo riconoscereste. Di inevitabile non ci sarebbe solo il cambiamento fisico, ma anche una mutazione della personalità. Lo studio del 1950 che ha permesso di stabilirlo ha coinvolto 1.208 adolescenti scozzesi, valutati dai loro insegnanti dell’epoca in base a sei parametri: sicurezza in se stessi, costanza, stabilità dell’umore, scrupolosità, originalità e desiderio di imparare.

A distanza di più di sessant’anni quasi 200 di loro hanno ripetuto il test. Parenti e conoscenti che questa volta li hanno valutati hanno constatato di come, nel tracciare la personalità, prevalesse una mancanza assoluta di coerenza con il disegno caratteriale precedente. Sarebbe stato impossibile, perciò, riconoscere ciascun volontario dopo sessantatré anni: quelle persone erano proprio “altre” persone.

Siamo macchine complesse, affascinanti, colmi di cose incredibili. A volte dobbiamo solo lasciarci il passato alle spalle.