Orbiting: ecco la nuova frontiera del ghosting

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By Barbara Cialdi
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Esistono molti sistemi per lasciare qualcuno, alcuni più subdoli, altri più dignitosi. Ma negli ultimi anni la vigliaccheria va per la maggiore, e soprattutto da quando i social hanno iniziato a occupare un posto primario nelle nostre esistenze, appaiono fenomeni sempre più inquietanti come il ghosting e l’orbiting. I social hanno solo amplificato qualcosa di già molto diffuso dai tempi dei tempi: il fatto di scomparire improvvisamente dalla vita di qualcuno senza dare spiegazioni. Oggi, altresì, si sono aggiunti però dei comportamenti ancora più bizzarri: continuare a gravitare intorno alla vita dell’altro pur avendolo rifiutato ed abbandonato. Nella nostra epoca questi atteggiamenti di grande svalutazione dei sentimenti sono sempre più frequenti. Ma in cosa consistono esattamente e come possiamo spiegarli? Ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta Stefania Sbano, psicoterapeuta cognitivo comportamentale con studio medico nella città di Brindisi.


Innanzitutto, cos’è il ghosting?

Il ghosting è scomparire nel nulla. Può accadere all’inizio di una nuova relazione o, ahimè, anche in rapporti di lunga durata. Una persona sparisce senza dialogo e senza spiegazioni, semplicemente perché la relazione non fa più al caso suo.


L’orbiting, invece, come funziona?

Consiste nel mantenere un “contatto” – solo virtuale – ma potentissimo, attraverso i social network, un legame sottile e ambiguo con una persona che si è deciso di non frequentare più. Si prende quindi la decisione di mantenere un sottilissimo filo per dire all’altro/a che si esiste ancora e di non scordarci di lui/lei. Tutto ciò può sembrare innocuo: in realtà non è così perché la parte più debole della coppia rischia di rimanere “agganciata” a qualcosa di puramente inesistente. Basta un like a una foto su Instagram per riaccendere la speranza in chi è stato abbandonato.


Cosa si nasconde dietro a questo comportamento?

C’è una componente altamente narcisista in questo tipo di atteggiamento. Lasciare una persona in stand by è poco dispendioso e molto redditizio. Un gesto simile rappresenta il poter “ripescare” in qualsiasi momento una persona, per passare una serata o un momento in cui non si ha niente di meglio da fare. Il non chiudere in maniera definitiva ed eclatante una relazione – breve o lunga che sia – lascia aperta una porta senza il minimo sforzo.


Perché ghosting e orbiting sono così pericolosi?

Sono pericolosi in modo diverso. Il ghosting, poiché una vera e propria chiusura non è avvenuta, tiene la persona in uno stato di smarrimento dovuto alla impossibilità materiale di capire cosa sia successo. Telefonate e messaggi privi di risposta condannano chi è stato abbandonato ad una forma di violenza muta e sottile, avvalorata dal senso di colpa di non poter elaborare alcun tipo di soluzione. L’autostima in questo caso è seriamente compromessa. L’essere umano è geneticamente creato per aver relazioni e contatti con gli altri essere umani, quindi il silenzio e la chiusura non sono mai positivi. L’orbiting, invece, manda segnali ambigui. Seguire una persona sui social, mettere un like o lasciare un commento sotto ad un video o ad un post – ripeto che non costa nulla. Poi però non si viene considerati nella vita reale, evitando pure di rispondere al telefono o ignorando i messaggi su WhatsApp, con le tanto temute “spunte blu” a cui non segue risposta.

 

Come ci si può difendere per non soffrire troppo a causa di questi fenomeni?

Essere lasciati fa male, questo è appurato. Le ferite d’amore sono narrate da cantanti, poeti e scrittori da secoli. Quindi una ferita sentimentale brucia comunque e per guarire servono tempo e pazienza. Nel momento in cui una persona sparisce o ci gravita intorno senza volerci, ci vede non come persone ma come oggetti. Chi ha qualcuno che gli gravita intorno in questa modalità deve mettersi al riparo, bloccandolo sui social o comunicandogli che questo atteggiamento ci ferisce ulteriormente. Consiglio però un taglio netto, sia virtuale che non. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” è un proverbio sempre valido.


E per chi usa questa tecnica cosa possiamo dire?

Chi si comporta così, oltre ad una altissima componente narcisista, cova la paura inconscia in un rifiuto. Per assurdo la persona che sparisce o che continua a gravitare intorno a qualcuno che ha rifiutato, preferisce tenersi delle porte aperte piuttosto che affrontare una vera e propria discussione, di cui probabilmente non saprebbe gestirne le conseguenze. Dovremmo avere sempre il coraggio di vedere l’altro soffrire perché non lo vogliamo più o magari, quando ricompariamo per una notte brava, fare lo sforzo di beccarci un sonoro rifiuto, perché questo implica il fatto di riconoscere valore all’altra persona e di non considerarla un essere umano dai sentimenti veri e reali.