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By Antonino Pezzo
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Esiste un altro posto, oltre ai mercatini vintage, dove puoi imbatterti in cose del tutto sorprendenti: una spiaggia.

Fai una lunga passeggiata, di fronte a un romantico tramonto estivo, e improvvisamente calpesti qualcosa che attira subito la tua attenzione. Fra i vari rifiuti trasportati dal mare ci sono oggetti che non sono proprio da buttare: bracciali, collane, occhiali. A volte la situazione è davvero folle che puoi sederti su un divano a due posti e contare gli anelli della corda di una nave. Non c’è limite al bizzarro: pezzi interi di arredo, scatole con dentro arnesi per la casa, ruote per ogni mezzo di trasporto. Il numero di borse e scarpe, qualche vecchia giacca e magari zaini in perfette condizioni è incalcolabile. Per assurdo, potresti rifarti il guardaroba, perché è come se il mare si comportasse da donatore seriale di cose.

C’è chi asserisce che molti dei soprammobili presenti in soggiorno provengano dalle acque del Mediterraneo, ma è difficile da credere. Qualche bambino, però, di tanto in tanto trova la sua fortuna: un grazioso peluche.

La verità è che è molto raro prendere sul serio gli oggetti del mare ed essere capaci di reinventarli, si tratta pur sempre di scarti e materiali inquinanti. Un valido motivo per recuperare gli oggetti dalla spiaggia è contribuire a mantenere le coste pulite e accoglienti, di risposta a chi non rispetta la natura e la legge e si comporta come un distruttore di ecosistemi.

Un’idea semplice ma bella è mixare elementi marini, quali conchiglie o stelle, a pietre e anelli depositati sul bagnasciuga, così da farci una collana. Con accessori di questo genere potrete sbizzarrirvi, mentre il resto non lasciatelo sulle spiagge. Rimuovetelo.