#KNOTONMYPLANET, la Campagna di sostegno per salvaguardare gli ELEFANTI di tutto il mondo
12 Settembre 2016
IL CAMMEO – L’ornamento narrante
13 Settembre 2016

Ecco l’autore di “Educazione Siberiana” e del nuovissimo “Spy Story Love Story”, diviso tra la letteratura e l’arte del tatuaggio siberiano.

La leggendaria ritrosia di Nicolai Lilin è assolutamente reale e lo è altrettando la sua sconfinata gentilezza e disponibilità. Siamo quasi coetanei ed azzardo a dargli del “TU”, ma lui mi rimette subito a posto e così cominciamo a darci del “Lei”. Lo scrittore russo Nicolai Lilin – pseudonimo di Nicolaj Verzbickj – è nato a Bender il 12 febbraio 1980 città della Transnitria che oggi appartiene alla Moldavia e che al tempo faceva ancora parte della URSS, proviene da una famiglia di origini siberiane, a cui lui tiene molto. Anzi moltissimo.

Il suo romanzo d’esordio “Educazione Siberiana”, pubblicato nel 2009, è stato pubblicato in 23 lingue, distribuito in 20 paesi in tutto il mondo, tranne che in Russia, proprio su richiesta dello stesso autore. Ed ecco che cominciano i misteri. Nel libro, infatti, lo scrittore racconta la sua infanzia, adolescenza ed età adulta nella comunità criminale “Urka”che – secondo le ricerche della giornalista russa Elena Chernenko – non esisterebbe.

Pertanto il romanzo che Lilin ha sempre definito autobiografico, in realtà sarebbe solo una storia di fantasia.
Ne sono scaturite molte controversie da cui, però, l’autore si è sempre mostrato distaccato e forse pure divertito. Ciò non toglie che il suo primo romanzo ha dato vita all’omonimo film interpretato da John Malkovich, con la regia del premio Oscar, Gabriele Salvatores.

Da lì in poi la sua fama prende il volo e comincia ad essere invitato a talk show e seminari, scrive altri cinque romanzi, e – nel giugno 2016 – pubblica il sesto libro “Spy Story, Love Story”, dove narra le avventure di uno spietato killer che cede all’unica vera ragione di vita dell’essere umano, l’amore.

Le parole come forma d’arte, tanto che lo scrittore è anche fondatore dello studio di tatuaggi “Marchiaturificio”, a Padova, tra i più importanti del mondo dove Nicolai interpreta l’arte dell’antico tatuaggio siberiano, fatto di simboli e storie. I criminali siberiani si portano le loro vite addosso, incise dalla mano esperta e sapiente dei “kol’ sik” (quello che punge), anziano maestro tatuatore che gli ha tramandato la pratica di questa antichissima forma di comunicazione.

Nicolai Lilin sperimenta l’unione della tradizione con i concetti moderni e realizza tatuaggi unici che narrano la vita delle persone. Traduce in simboli il vissuto di chi vuole qualcosa da raccontare sulla propria pelle. Chi desidera infatti un tatuaggio seguendo questa tecnica, racconta la propria storia e ciò che vuol trasmettere con il disegno ed il tatuatore elabora il tutto, creando qualcosa di assolutamente unico. Si stabilisce così un rapporto paragonabile a quello di un vero e proprio “confessore” poichè il significato dei disegni è assolutamente segreto. Crocifissi, madonne, pugnali, angeli e scheletri assemblati sapientemente senza mai svelare però il vero significato dei simboli.

Le liste d’attesa sono lunghissime, a volte durano anche più di un anno perchè “il tatuaggio siberiano non è per tutti, va meritato”, come lui stesso dichiara.
Scrittura e disegno, libri e corpi, sono i dui lati della stessa medaglia per questo artista ombroso e pieno di talento che ama profondamente la sua arte.

Le piace più incidere la pelle o la carta?

“La mia arte non si concentra nell’incisione di materiale pelle o carta che sia, ma è soltanto la conclusione logica di un processo etico e tradizionale, profondo, difficile legato alla creazione e alle composizione dell’opera. Conoscere le persone, ascoltare le loro storie, anche intime, e trasformarle in simboli”.

Le parole sono il cane che hai in casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita, parola di Nicolai Lilin.

lilin_2

Barbara Cialdi